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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

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Inserito il - 17/01/2003 :  19:13:39  Mostra Profilo
Sarà portato al vaglio del Consiglio Comunale a breve

Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 10/02/2003 :  09:51:19  Mostra Profilo
Le linee guida sono la salvaguardia del territorio.
Circa il 75% del territorio extraurbano sarà vincolato,si creeranno 5 aree protette.
Si potrà costruire principalmente in zone già compromesse da volumi già edificati.
Sarà imposta una piantumazione rilevante per ogni lottizzazione.
Per ulteriori dettagli dovrà pazientare sino alla presentazione al Consiglio Comunale che avverrà quando anche i più piccoli dettagli saranno stati esaminati ed i contenziosi in essere risolti
La saluto
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Gino
Utente Medio


Sardegna

145 Messaggi

Inserito il - 12/09/2003 :  02:59:30  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Gino
Quando sarà possibile vederlo?
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 12/09/2003 :  12:42:36  Mostra Profilo
Concordo in molte cose ma non in tutte.
L'isola verrà vincolata e tutelata per l'87% dell'intero territorio
Il programma di sviluppo sostenibile ci impone una recettività ufficiale e di livello qualitativo elevato,pari ad almeno il 10% del picco nel periodo di afflusso massimo con tempi di realizzazione del 50% del programma non inferiore a 5 anni e completamento in 20 anni
I servizi essenziali,acqua,fognature,corrente,nettezza urbana,trasporti ecc ecc devono a ns parere essere controllati e/o gestiti dal Pubblico che deve garantire miglio servizio anche rinunciando a punti percentuali di profitto.
Le belle idee devono esere valutate e utilizzate al meglio.
Mandi esempi replicabili e ci studieremo sopra,si ricordi però del differente approccio che i cittadini hanno vs la cosa pubblica.
In Svizzera non mi risulta che si scarichino materassi e lavatrici sui bordi dei fiumi,nei lati delle strade o dei parchi
La saluto
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 12/09/2003 :  12:45:50  Mostra Profilo
citazione:
Messaggio inserito da Gino

Quando sarà possibile vederlo?


Penso ragionevolmente entro 60 gg
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Gino
Utente Medio


Sardegna

145 Messaggi

Inserito il - 12/09/2003 :  16:02:46  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Gino
12/11/2003
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 15/09/2003 :  10:37:36  Mostra Profilo
Forse non ha capito che non si tratta di uno formaggio a scadenza,si vada a riposare e non scriva a cervello assopito
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borgheroangelo
Nuovo Utente


Sardegna

6 Messaggi

Inserito il - 24/10/2003 :  13:25:51  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di borgheroangelo
Ho saputo che il PUC dovrebbe essere presentato pubblicamente a fine Ottobre o primi Novembre.
Mi puo' confermare la notizia ?
Grazie e Saluti
Angelo Borghero
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 24/10/2003 :  17:22:59  Mostra Profilo
30 ottobre in C Comunale
1 novembre al pubblico
Saluti
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 11/11/2003 :  10:43:39  Mostra Profilo





Carloforte, giovedì 06 novembre 2003

Approvato il Piano urbanistico - Carloforte dopo 30 anni ha il suo PUC

Dopo trent’anni Carloforte ha il suo Piano Urbanistico. Il Puc è stato approvato poco dopo le 21: dodici i voti a favore e quattro i contrari. In Consiglio sono volate parole grosse. La discussione è entrata nel vivo quando i consiglieri comunali di opposizione dell’Udc hanno presentato sei mozioni da votare in aula che portavano all’annullamento di altrettante aree riqualificate nel nuovo Puc. Hanno lamentato l’incoerenza del piano urbanistico con le normative regionali e l’improvviso cambiamento degli indici di edificabilità con la possibilità di portare alla nascita di nuovi edifici, mentre in passato c’erano state dure battaglie anche da parte degli ambientalisti per preservare la zona. Durante la discussione non sono mancate le offese reciproche ma la maggioranza, come era prevedibile, ha mostrato una grande compattezza, rigettando tutte le richieste dell’opposizione all’unanimità.

Tra cemento e verde - Un PUC da un milione di metri cubi

Carloforte «Il più importante piano urbanistico della Sardegna dopo quello della Costa Smeralda». Bisogna capirlo il Sindaco Marco Simeone quando dice queste cose. Da circa 30 anni i carlofortini attendevano il Puc, le ultime due Giunte comunali sono naufragate miseramente tra gli scogli di zone C e zone H. E lui, oplà, in quindici mesi risolve il problema. Vediamola allora questa meraviglia nota solo a pochi intimi, i consiglieri di maggioranza. Perché l'opposizione ha visto il mega progetto solo venerdì scorso e ieri sera è stata chiamata ad approvarlo.

Come mai, signor Sindaco, tanta riservatezza?
«Intanto - dice Simeone - certi atti possono essere divulgati solo dopo l'approvazione del Consiglio comunale. Altrimenti si commette un reato».

Anche se si tratta di un Piano regolatore?
«Soprattutto un Piano regolatore. Quanto all'opposizione, l'incarico ai progettisti fu dato dal Sindaco Stefanelli. Quindi le carte le ha avute per due anni Stefanelli, per quattro l'ex Sindaco Biggio e per un anno e mezzo l'ex assessore Rivano. Noi le abbiamo modificate prevedendo una maggiore salvaguardia dell'ambiente, rendendo possibile l'edificabilità nelle zone già compromesse e tutelando l'87,5 per cento del territorio».

Fatto salvo questo diritto alla privacy in salsa carlofortina, ci può illustrare almeno la filosofia del piano?
«Abbiamo voluto credere in uno sviluppo sostenibile che non passasse attraverso i metricubi di cemento, ma salvaguardasse quello che abbiamo. In tutto, si realizzeranno da un milione a un milione e duecentomila metri cubi. In certe zone».

Quali?
«Tecnicamente glielo potrò dire solo stasera alle otto, dopo che avremo deliberato. Comunque abbiamo ampliato la zona urbana».

Qualche dato?
«Dati non gliene posso dare perché non credo ci sia un clima sereno. Anche se molti non hanno capito che, approvando il Puc, ci priviamo di un potere enorme, quello discrezionale di dire sì e no, secondo i casi».

Sindaco, ma in genere fare un piano urbanistico dà un notevole potere.
«Non sono d'accordo, ora ci sono norme certe, ma sino a ieri si procedeva attraverso l'interpretazione di vecchi documenti da parte di ingegneri di vecchia navigazione. E si costruiva comunque».

Favorendo la speculazione?
«Di fatto qui siamo in un regime di abuso edilizio conclamato e scandaloso. Nei prossimi sei mesi daremo corso ad accertamenti e verranno fuori delle belle sorprese».

Lei da quanto tempo è Sindaco?
«Quindici mesi».

E quante volte ha mandato le ruspe a demolire gli abusi?
«Neanche una. Le costruzioni edificate nel ’99 e nel 2000 sono state autodemolite dai proprietari».

Sindaco, senza infrangere il voto di riservatezza, ci può dire che tipo di scelte avete fatto nel Piano?
«Dalla Punta dei cannoni alla Punta dell'isola, la zona nord ovest, sarà tutta un grande parco».

E il resto dell'isola?
«Le aree già abitate, dal Giunco alla Punta di cannone, alla Caletta (zone F) saranno riservate a sviluppo turistico recettivo, alberghiero».

Si sa già dove sorgeranno gli alberghi?
«Lo deciderà il mercato, perché si tratta di aree private. Vorrei però sottolineare che il vecchio concetto di Puc prevedeva 450 mila metricubi edificabili da parte di sole cinque persone. D'ora in poi, invece, avranno la possibilità di costruire circa duemila carlofortini».

Anche nelle zone agricole?
«Sì, ma con indici ancora più severi rispetto al passato».

Ci può dire come si ripartirà il milione di metricubi previsto dal Piano?
«450 mila edificabili in zona F (turistica alberghiera) e 500 mila in zona C, (di completamento urbano) perché il paese ha necessità di aree per servizi. Niente speculazione di palazzinari».

Sono previsti accordi di programma con privati?
«Molti, ma non le posso dire quali».

E cosa nascerà da questi accordi?
«Sono sei e produrranno strutture di servizio pubblico:parchi, musei, centri sociali ecc.».

E per il privato, poverino?
«C'è una parte che soddisfa il rischio imprenditoriale».

L'accordo di programma per il recupero della vecchia laveria cosa prevede?
«Non glielo posso dire».

Faccia uno sforzo.
«È una cosa riservata».

Che sviluppo demografico indica il piano?
«In 25 anni Carloforte arriverà a 8600 abitanti, 2000 in più».

Qual è il suo modello di turismo?
«Un'isola da vivere, respirare e assaggiare. A misura d'uomo».

Bello. Ma non mi faccia andar via senza sapere come si chiama la società con cui farà l'accordo di programma per la laveria.
«Lei lo sa benissimo come si chiama, non giochiamo con le parole».

Eh, che carattere.

Lucio Salis


La polemica
Gli elaborati e le mappe arrivati in aula al termine di un duro scontro con l’opposizione

Sono volate parole grosse in Consiglio comunale ieri sera.
E c’era da aspettarselo, visto che si trattava di approvare il Piano urbanistico che la cittadina attende da quasi trent’anni.
E poco prima delle 21 lo strumento urbanistico è stato approvato con dodici voti a favore e quattro contrari. E senza l’espressione di voto di un consigliere dell’opposizione, Gabriele Pomata, uscito dall’aula al momento della votazione.

Il clima si è mantenuto teso a lungo, alla presenza di tanto pubblico stipato nella sala consigliare del Municipio per assistere alla seduta. All’ordine del giorno, oltre al Puc c’erano altri due punti che sono stati liquidati rapidamente.

La discussione è entrata nel vivo quando i consiglieri comunali di opposizione dell’Udc, Sergio Rivano, Agostino Stefanelli e Salvatore Puggioni hanno presentato sei mozioni da votare in aula che portavano all’annullamento di altrettante aree riqualificate nel nuovo Puc.

Al primo punto, la zona del Macchione, conosciuta come Laveria, dove si trova un complesso industriale dell’Ammi abbandonato dalla seconda guerra mondiale. L’opposizione ha lamentato l’incoerenza del Piano urbanistico con le normative regionali e l’improvviso cambiamento degli indici di edificabilità con la possibilità di portare alla nascita di nuovi edifici mentre, in passato, c’erano state dure battaglie anche da parte degli ambientalisti per preservare la zona.

Il Sindaco Marco Simeone ha precisato che esistono almeno sei accordi di programma, con altrettanti privati, nei quali viene tutelato prima di tutto il verde pubblico e ha aggiunto più volte:
«Il tempo è galantuomo e dimostrerà la validità delle nostre scelte; questa è solo una base di partenza per far entrare in funzione le norme di tutela ambientale, poi ci potranno essere molte modifiche».

Quando è toccato intervenire al consigliere di minoranza Carlo Biggio ex Sindaco, sempre sulla zona della Laveria, sono volate parole grosse.

Biggio, solitamente pacato, ha esclamato:
«Lei, Sindaco, deve vergognarsi per quello che sta facendo».

Il primo cittadino ha replicato stizzito:
«Lei mi sta offendendo, non si permetta, mi deve chiedere scusa».

L’alterco è durato per parecchi minuti e, poi, è ritornata una relativa calma.

I consiglieri di minoranza, eccetto Gabriele Pomata (che si è astenuto), si sono espressi appoggiando le richieste dell’Udc. Ma la maggioranza, come era prevedibile, ha mostrato una grande compattezza, rigettando tutte le richieste dell’opposizione all’unanimità.

Il consigliere Sergio Rivano ha anche attaccato la giunta per la località Sperduti, dove dovrebbe sorgere un campo di golf.

Agostino Stefanelli ha precisato:
«Così fosse, ma qui si parla anche di altre strutture ricettive», parlando poi di «Piano urbanistico surreale».

Sabato, il primo cittadino dovrebbe presentare il Piano urbanistico ai cittadini presso la palestra dell’istituto tecnico Nautico. Ma proprio durante la seduta del Consiglio, è arrivato l’annuncio della contro assemblea popolare dell’opposizione targata Udc per spiegare le sue ragioni.

Si dovrebbe tenere nei prossimi giorni.

Mariano Froldi


Carloforte sceglie il turista che dormirà su 3900 guanciali
Prevista dal Puc la costruzione di hotel per quasi quattromila posti letto
Il Piano urbanistico comunale approvato l’altro ieri traccia il futuro sviluppo dell’Isola

Carloforte L’hanno atteso trent’anni e approvato in tre ore.
Il primo incarico ai progettisti una decina di anni fa. Nel nuovo Piano urbanistico comunale c’è tutta l’incertezza dei carlofortini di fronte al turismo, sempre in bilico tra l’aprire agli ospiti o chiudersi a riccio. Già un primo progetto fu depositato nel 97, poi il sindaco Biggio si dimise e il Puc proseguì nel suo interminabile stop and go, sotto la spinta di una miriade di piccoli e grandi interessi familiari. D’altro canto, i carlofortini vivevano benissimo col loro vecchio piano di fabbricazione. E con alcune zone F compromesse, dove si costruiva senza lottizzazione, per concessione diretta. Situazione di privilegio, che ha creato tragici risultati: una miriade di casette tirate su, una stanza dopo l’altra, senza un disegno organico, senza urbanizzazione. Col Puc finiva la pacchia. Bisognava digerire l’idea di costruire rispettando una normativa. Perché complicarsi la vita?

Negli ultimi anni però, anche i carlofortini hanno iniziato a discutere di turismo e industria alberghiera. Forse perché si sono accorti che mezza Sardegna si arricchiva grazie all’industria delle vacanze e loro rischiavano di restare al palo, con 7 alberghi e 300 posti letto. Sono nati così gli indirizzi principali di questo Puc, redatto dagli urbanisti Tonino Fadda e Piero Del Rio: tutelare molto il territorio (sino all’87,5 per cento) e puntare soprattutto sul settore alberghiero; possibilità di costruire case per i figli dei residenti; no alle villette per chi viene da fuori.

ALBERGHI:
Alla stessa logica obbedisce la disposizione del Piano che consente agli imprenditori locali di raddoppiare la cubatura dei propri alberghi.
«Non meno importante - spiega l’ingegner Tonino Fadda - è l’aver introdotto nel piano il principio della qualità nelle strutture ricettive, per il turismo di livello ma anche per quello di tipo medio e dei servizi. In questa ottica rientra la scelta di aree da destinare al golf, (nella zona sud ovest dell’isola) tra La Caletta e il monte Gasbarro».

LUNGOMARE:
Col porto pescatori, la colmata prevista sulla sinistra e la zona riservata al diporto, lo splendido lungomare si è allungato. Il Piano si preoccupa di assicurare una sistemazione di tutto il fronte su standard di qualità compatibili col nucleo storico preesistente. Insomma, il tradizionale biglietto da visita di Carloforte non cambierà.

TUTELA DEL TERRITORIO:
«L’amministrazione comunale - dice l’ingegner Fadda - ha voluto che lavorassimo come se il Piano paesistico (annullato dal Tar ndr) fosse ancora in vigore. Questa scelta ha consentito un elevato livello di tutela del territorio».

VOLUMETRIE:
I tecnici hanno infatti previsto una volumetria alberghiera di 595.901 metri cubi, da spalmare in base alle caratteristiche del paesaggio, dell’ambiente, ecc. su sei "Unità paesistiche ambientali", individuate secondo i caratteri di omogeneità. Tra queste, nella n. 2 e 4, particolarmente ricche di risorse ambientali, non è stata prevista nessuna zona F (di insediamento turistico). Le aree interessate si estendono lungo la direttrice che va dal confine del paese a Capo Sandalo. Quindi la volumetria pianificabile ricadrà sulle zone 1 (a sud, già molto edificata), 3 (dal Comune verso le tonnare), 5 (La Caletta) e vicino all’abitato.
In una visione equilibrata degli insediamenti, il Puc prevede che le volumetrie sottratte alla costa siano trasferite intorno all’abitato (zona 6). Si tratta di altri 600 mila metri cubi, in parte destinati ad aree immediatamente a sud (Le Saline) e a nord dell’abitato, frazionate in tanti piccoli lotti, lunghi e stretti, frutto di infinite divisioni tra eredi avvenute nel tempo. Lì il Puc prevede già un progetto di insediamento, completo di strade e servizi, che pure i Carlofortini si dovranno abituare a rispettare, se e quando saranno redatti i piani attuativi e di lottizzazione.
L’ingegner Fadda sottolinea che «dei 50 milioni di metri quadri della superficie isolana, solo poco più del 10 per cento sono destinati a iniziative turistiche (5 milioni e 400 mila). Sui quali graveranno circa 600 mila metri cubi di nuovi insediamenti e 306 mila già esistenti (in tutto 985 mila). Questo significa che la parte preponderante del territorio è soggetta a tutela, secondo una scelta precisa dell’amministrazione».

ZONE AGRICOLE:
Gli indici saranno 001 e 003. Significa che per costruire una casa di 100 metri quadrati bisognerà disporre di lotti, rispettivamente di 1 o 3 ettari. Ammesse deroghe solo per le aziende agricole.

ZONA ARTIGIANALE:
Dovrebbe nascere nello stagno bonificato dei Pescetti, dove una precedente edizione del Puc aveva ipotizzato una pista di atterraggio di terzo livello. Questa amministrazione è stata di diverso avviso.

CENTRO STORICO:
Il Puc conferma l’attuale disciplina prevista dal Piano particolareggiato del centro storico, ma aggiunge alcune norme di salvaguardia.

ACCORDI DI PROGRAMMA:
Sono due.
Uno, a nord dell’abitato, riguarda vecchi fabbricati minerari: ex Laveria e Centrale. Come prevede la legge, il privato cederà alcuni immobili per complessivi 9000 metri cubi e un’area di 113 mila metri quadrati al Comune, che vi realizzerà “un complesso di servizi socio culturali e ricreativi”. In cambio, l’imprenditore potrà realizzare un albergo per un volume massimo di 12 mila metri cubi «che in pratica comprende - spiega l’ingegner Fadda - i 9000 metri cubi della Laveria e i 3000 della centrale». Una sorta di scambio alla pari.
Il secondo accordo tende invece a chiudere un vecchio contenzioso tra il Comune e un privato riguardante un esproprio. L’area interessata si trova vicino a La Caletta.

Il nuovo Puc dovrebbe abbracciare un arco di tempo di circa dieci anni. Per il 2012 i tecnici stimano un aumento della popolazione a quota 7763 mentre i posti letto alberghieri dovrebbero essere 3900, in hotel a tre o quattro stelle. Ma prima di diventare operativo, il Piano dovrà superare un complesso iter: nei prossimi giorni sarà pubblicato per consentire ai cittadini di formulare osservazioni che il Comune esaminerà. Quindi sarà sottoposto a una seconda delibera di approvazione definitiva e trasmesso al Comitato tecnico regionale urbanistico per la "delibera di coerenza" rispetto alle leggi urbanistiche regionali.

Lucio Salis


«Cemento tra la macchia mediterranea»
L’opposizione non risparmia critiche allo strumento urbanistico appena approvato

«Le fauci di cemento sull’isola».
Il giorno dopo l’approvazione, il nuovo Piano urbanistico viene dipinto così da Sergio Rivano, consigliere comunale d’opposizione e capogruppo dell’Udc in consiglio.
Tante le critiche. Fra le più forti, spiega Rivano:
«La nuova zona G per i servizi generali (grosso modo in località Sperduti), nei Piani territoriali (Ptp) era definita H, di tutela integrale visto che si tratta di macchia mediterranea. Ora è prevista la bellezza di 118 mila metri cubi. In passato gli ambientalisti si erano opposti duramente, dato che lì si voleva realizzare un compattatore per l’immondizia; ora non si sente nessuna protesta».

Ma le zone a tutela integrale (le H) aumentano, gli si fa notare:
«Sì, ma aumenta anche il cemento in zona C, nella parte sud occidentale, in tutto quasi un milione di metri cubi», ribatte.

Altra nota dolente, la zona a ridosso delle saline:
«Sono previsti 81 mila metri cubi; dovrebbero sorgere solo piccoli caseggiati per studiare l’avifauna, troppo poco per riempire tutto quello spazio», spiega Rivano.

La maggioranza vi ha spesso accusato di fare un’opposizione non costruttiva:
«Avremmo volentieri dato una mano, ma ci hanno sistematicamente escluso, facendo anche allusioni al passato», commenta Rivano che rivela «Io ero assessore nella precedente giunta, quella di Franco Granara che è caduta proprio sul Puc, ma ci siamo spaccati e andati via anziché far ingoiare alla gente qualcosa in cui non credevamo».

Altra critica?


«La zona D (località Pescetti), per l’artigianato dove prima era prevista una pista di atterraggio, che avrebbe potuto dare una grossa mano per i collegamenti, è stata invece cancellata» conclude Rivano.

Il suo collega di partito e consigliere Agostino Stefanelli esordisce invece con:
«un sincero apprezzamento per il tentativo di dotare Carloforte di un Puc».

Ma aggiunge subito dopo:
«la mia delusione nasce dal fatto che dal sindaco Simeone, al quale tutto si può contestare tranne un decisionismo di rottura, mi sarei aspettato un battito d’ali; invece ha volato basso».

E precisa:
«Gli aspetti positivi, come un certo rispetto per le coste e l’incentivazione per le strutture alberghiere vengono vanificati da una serie d’interventi di piccolo cabotaggio che se approvati sfregerebbero in modo violento l’aspetto di zone incontaminate».

Stefanelli è certo che:
«questo Puc presenta forzature di legge, come le ipotesi di zone B a concessione diretta che il decreto Floris vieta essendo Carloforte un comune di prima classe e non di terza come ipotizzato nel Puc. Non si spiegherebbe il fatto che in zone C di completamento abbiamo sempre edificato con indice di 1,5 metri cubi a metro quadro, indice che gli stessi progettisti ipotizzavano per il futuro, mentre per i Comuni di terza classe lo stesso indice è palesemente inferiore. La zona industriale e artigianale in località Pascetti e le cubature all’interno delle saline sono surreali - conclude - ma se è vero che la vita è un sogno, a nessuno è vietato sognare».









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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 01/12/2003 :  13:01:15  Mostra Profilo
Stiamo evidente parlando e leggendo di cose diverse,la invito a leggersi bene la proposta del piano e l'intervista che ho allegato sopra.
Saluti
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marco.leali
Nuovo Utente


Sardegna

9 Messaggi

Inserito il - 01/12/2003 :  16:33:23  Mostra Profilo
Grazie della risposta.
Il testo integrale non so dove sia disponibile (perché magari non lo mettete su questo sito?), e l'intervista non è certo indicativa dacché esprime solo delle opinioni e dei commenti.
L'impressione è comunque che, per esempio per il turismo, si pensi che costruendo gli edifici si costruiscano anche... i turisti, e tutto quello che ci sta intorno.
Tutto questo ammesso e non concesso che il turismo come principale risorsa per Carloforte sia davvero una cosa auspicabile e positiva per la comunità che Lei rappresenta, della quale dubito fortemente.
Strategicamente, mi sembra un po' come mettere nel camino due o tre ceppi grossi, con un fiammifero sotto, e pretendere così di accendere il fuoco. Mi chiedo infatti dove siano attualmente le professionalità, le competenze e le tecnologie per realizzare un programma del genere senza contare unicamente sul contributo di (non precisati) investitori esterni e delle loro proprie strutture, e che vantaggio ne abbiano quindi i Suoi cittadini in termini non bensì, si badi, di speculazione edilizia o fondiaria come ancora alcuni intendono, ma di lavoro e di formazione e di progresso che sono i valori veri dei quali Lei, nella Sua posizione, dovrebbe essere garante in nome dei Suoi cittadini ed elettori. E mi chiedo anche che rischio possa costituire, un domani ma forse anche prima, per la comunità carlofortina quello di aprire certe porte senza avere la forza di offrire in questo settore altro che il proprio bel territorio.
La conversione economica di una comunità è operazione da compiere in modo estremmanente cauto, graduale e prudente.
La verità è che è contestabile di già il presunto paradigma che Carloforte debba davero vivere principalmente di turismo, o almeno di quel tipo di turismo che a quanto pare la Sua Amministrazione si sta prefigurando.
Perché invece non cominciate facendo, che so, delle scuole ad hoc, creando le basi, le competenze, "la brace" e poi piano piano piano costruire questo programma con un po' più di pazienza, prudenza e magari anche possibilmente con il contributo dei cittadini e non soltanto dei rispettabilissimi operatori economici con cui state in anticipo trattando! Temete eccessive discussioni? Non è questa la strada della democrazia.
Il discorso, guardi, non è edilizio, è culturale. Un popolo che ha sempre saputo nobilmente trovare risorse nella sua storia, oggi diventa improvvisamente, con tutto il rispetto s'intende, albergatore??? O veramente sta svendendo la sua terra???
Cordialmente
ML

Marco
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 09/12/2003 :  10:16:59  Mostra Profilo
Per Marco Leali
Posso comprendere le sue preoccupazioni nate dalla paura che si faccia tutto subito e con una fretta tale da far ricordare la gatta che per troppa premura partorì prole cieca.
Mi creda che non siamo stolti a tal punto da pensare che si possa imporre un cambio di mentalità e per giunta cosi radicale.
Lo strumento urbanistico che guiderà Carloforte nei prossimi anni prevede uno sviluppo armonico del territorio da realizzarsi in circa 20 anni.
Più volte ho ripetuto e lo ribadisco ancora che Carloforte và preservata nella sua unicità,ciò non significa che deve atrofizzarsi nel tempo che fu,ma che deve darsi delle regole che le permettano di svilupparsi in maniera sostenibile ed ecocompatibile.
Se guarda anche distrattamente la tavola generale,vedrà che l'intervendo che maggiormente colpisce è quello relativo all'ampliamento del paese verso nord e sud,se leggerà ciò che il piano prevede in quelle zone si renderà conto di come sia forte la volontà di dotare la ns comunità di tutti quesi servizi pubblici e privati di interesse pubblico,di cui si sente fortemente la mancanza.
Le faccio degli esempi,una scuola superiore sul modello campus che permetta dei corsi universitari e possa ospitare docenti e studenti non residenti,scuola alberghiera,stazioni termali, piste ciclabili,palestre,bibliotea,parchi a tema,aree multiservizi pubbliche,asilo nido,poliambulatorio,stazione VVFF,barracelli e guardiaparco ecc ecc.
Non crediamo,non pensiamo e non vogliamo,imporre ciò che la comunità avrà modo di valutare comprendere e modificare negli anni a venire ma non vogliamo che continui l'anarchia,la speculazione,il nepotismo,il lassismo e la corruzione che come folate di maestrale ha spazzato la ns comunità nel recente passato.
In forza della delega che l'elettorato ci ha concesso,abbiamo messo un punto fermo,ci siamo dotati di uno strumento super partes e così facendo privati del potere discrezionale che cresce e si radica in mancanza di diritto certo.
Nei mesi e negli anni il tempo emetterà la sua sentenza...
ad majora
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

272 Messaggi

Inserito il - 15/12/2003 :  10:26:58  Mostra Profilo
La realizzazione di opere da parte dei privati e del pubblico sono soggette a vari pareri tra cui quello della soprintendenza alle belle arti che vigila sulle possibili alterazioni delle peculiarità architettoniche di siti di interesse regionale,nazionale e comunitario come il nostro.
Gli accordi,peraltro in questa fase di massima,con i privati prevedono diversi passaggi pubblici tra cui i più importanti saranno quelli in Consiglio Comunale.
Solo alla fine di un’iter complesso e dotato di diversi livelli di controllo e salvaguardia, sarà possibile dar corso all’ edificazione.
Il problema reale non è quello dei grandi contratti tra privati ma piuttosto le microconcessioni in sanatoria o le costruzioni ex novo dotate o meno di autorizzazioni.
Premesso che sono assolutamente contrario al condono,ma favorevole a risolvere problematiche sanabili,l’opera principale affinché non si arrivi a situazioni di degrado irreversibili, è quella di dotarci di un efficiente sistema di vigilanza,tramite compagnia baracellare,guardaparco e VVUU,che dissuada e controlli chi ha intenzione di recare offesa al ns territorio.
Il PUC non può essere ancora messo su internet per diversi motivi sia tecnici che legali.
Stiamo lavorando per risolverli entrambi.
Saluti
M Simeone
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

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Inserito il - 16/12/2003 :  18:53:03  Mostra Profilo
Se non voleva che pubblicassi il suo pensiero avrebbe dovuto inviarmi una e mail o chiedermi l'anonimato,pensavo volesse esternare al mondo del web il suo pensiero.
La saluto
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Marco Simeone
Moderatore


Sardegna

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Inserito il - 07/01/2004 :  10:36:21  Mostra Profilo

COMUNE DI CARLOFORTE
PROVINCIA DI CAGLIARI

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N°58 del 23. 12. 2003.


OGGETTO: Lottizzazione “Maktub s.r.l.” in zona di espansione C2 -Committente
Melis Antonello - Adozione



L’anno duemilatre il giorno ventitrè del mese di dicembre alle ore 18,50 in Carloforte nella Sala Consiliare. Convocato con appositi avvisi, il Consiglio Comunale si è riunito nelle persone dei Signori:


Presenti Assenti Presenti Assenti
Simeone Marco T £ Rivano Maria Regina T £
Borghero Efisio T £ Baghino Luigi T £ Rossino Battista T £ Parodo Salvatore T £
Boggio Marco T £ Rivano Adriano T £
Conte Walter Mario T £ Pomata Gabriele T £
Aste Carlo T £ Stefanelli Agostino T £
Porcedda Pier Paolo £ T Puggioni Salvatore £ T
Feola Luigi T £ Biggio Carlo T £
Aste Rinaldo £ T


Tot. Presenti: 14 Tot. Assenti: 3

Assiste alla seduta il Segretario Comunale Dott. Antonio Zoina.
Scrutatori : Rivano Maria Regina, Baghino Luigi, Rivano Adriano.

Il Sindaco introduce la proposta ricordando che prima del Consiglio ha voluto discutere anche con i Consiglieri dell’opposizione per valutare la opportunità di una eventuale sospensione dello esame del presente punto. Ciò perché, essendo volontà di questa Amministrazione operare sull’argomento valutazioni non politiche ma unicamente di carattere tecnico, si è voluto chiarire, attraverso un confronto con gli Uffici Comunali preposti all’istruttoria ,se l’ approvazione del progetto di lottizzazione dovesse ritenersi o meno un atto dovuto.Poiché il Responsabile dell’ Ufficio tecnico ha chiarito che la approvazione del presente progetto rappresenta atto dovuto,si è ritenuto dar corso alla discussione sull’argomento.

Cons. Conte Walter : legge la proposta relativa, facendo la cronistoria dell’iter procedimentale che ha avuto la pratica che si discute.

Interviene il Cons. Rivano Adriano , il quale sottolinea che a suo avviso non esiste un giudizio compiuto da parte della maggioranza per valutare la congruità della proposta di lottizzazione. “Crediamo” - dice - “che la stessa si ponga in contrasto con quanto previsto dal P.U.C.recentemente adottato”.
Dà quindi lettura ai presenti di un testo contenente delle osservazioni sulla proposta, che poi consegna al Segretario Comunale con espressa richiesta di allegazione alla delibera finale.
Terminata la lettura, ribadisce che il suo Gruppo ritiene il progetto di lottizzazione non fattibile e chiede la sospensione della discussione del presente punto in attesa che vengano approvate definitivamente le norme di attuazione del nuovo PUC.

Il Sindaco Comunica che sono previsti tre interventi : il Geometra Iesu Carlo, il Presidente della Commissione Edilizia e, a conclusione, l’Assessore Conte.

Geom. Iesu . “Quanto riferito dal Cons. Rivano A. non corrisponde alle norme di riferimento “ – esordisce - “che i progetti vadano rivisti in Commissione Edilizia sulla base del nuovo strumento urbanistico per la doppia conformità, è vero, ma ciò solo per quelle aree in ordine alle quali il nuovo strumento adottato abbia disposto diversamente ed in maniera più restrittiva del precedente strumento urbanistico ancora vigente. L’area in cui ricade la lottizzazione è una “zona C”; era e rimane una zona “C”; essa non risulta interessata da nuove norme: quindi, và esaminata sulla base delle norme attualmente vigenti per la zona “C”! Il progetto rispetta gli standars, perché la Commissione Edilizia lo ha approvato e l’ha verificato, l’unica modifica rispetto alla versione originaria del progetto, voluta dall’Assessorato al Paesaggio, è una modifica dei prospetti, sicchè il nuovo progetto determina un impatto inferiore a quello inizialmente esaminato ed approvato dalla Commissione edilizia Comunale. Le zone “C”, ripeto, non sono state interessate dal P.U.C. “.

Pomata G. : “Come ha detto il Geom. Iesu, noi abbiamo approvato il progetto, ne abbiamo parlato, discusso, l’abbiamo portato ad una condizione tale da meritare a nostro giudizio di essere approvato”.
Rileva che a seguito dell’ intervento dell’ Assessorato al Paesaggio il progetto non ha avuto cambiamenti salvo una modifica relativa ad un prospetto, di scale e di facciata. “Io la vedo in questo modo”- dice - “poi possiamo decidere quello che vogliamo……..”.

Lo interrompe il Sindaco facendo notare che qui non si tratta di decidere ciò che si vuole, ma di decidere quello che la legge prevede che si possa decidere !”.

Cons.Pomata G. : Precisa, correggendosi, che intendeva dire che si tratta di decidere, in un modo o nell’altro, sulla base comunque della legalità e del parere espresso dal tecnico comunale.

Sindaco : “E’ giusto anche sottolineare la importanza e la necessità di chiarire quale sia la normativa applicabile ad una pratica in itinere. Quando è che una pratica deve essere considerata sottoposta alla disciplina urbanistica ante P.U.C. e quando alla disciplina urbanistica post P.U.C.? Ci sono pratiche che hanno fatto tutto il loro corso, anche a livello comunale, che sono ferme da mesi! Quello che cerchiamo di fare, in maniera anche collegiale, è verificare che non si creino dei danni a cittadini che hanno aspettative maturate negli anni e che, per lungaggini burocratiche si trovano ad incappare nelle norme di salvaguardia del P.U.C. Una cosa “- continua - “è un cittadino che fa una domanda dieci giorni prima, un mese prima dell’adozione del P.U.C. e lo fa sperando che in uno o due mesi quanto richiesto venga concesso,un’altra situazione è invece quella di tanti cittadini che hanno avuto pareri favorevoli in merito alle loro istanze, le cui aspettative sono in sospeso per lungaggini burocratiche non solo regionali o provinciali, ma anche comunali. A motivo di queste lamentele da parte dei cittadini, convocheremo una Conferenza dei Servizi tra tecnici, consiglieri di maggioranza e di minoranza, per verificare quali siano gli emendamenti e le osservazioni da apportare al P.U.C., per dotarlo di uno strumento che salvaguardi le posizioni di chi ha maturato delle aspettative da tempo, e consenta tuttavia di preservare in ogni caso il nostro patrimonio ambientale”.
Cons. Conte W. . “Non posso che ribadire quello che ha già detto chi mi ha preceduto. Gli elaborati forniscono solo degli INDIRIZZI e non sono da considerarsi rigidamente VINCOLANTI. E’ chiaro che il progettista ha redatto un Piano che deve essere omogeneo, uniforme. Si dovrà rispettare quello che ha previsto il progettista del PUC in linea generale, ma non è assolutamente vincolante. Non ci sono problemi a modificare un tracciato di una strada, un percorso.Il Consiglio, sovrano, decide in merito”.

Cons. Rivano A. . “Non è questione di spostare di qualche metro. Se noi andiamo a vedere il progetto, notiamo che questo interviene su una strada tracciata nel PUC. Dunque è impossibile fare la lottizzazione . Chiedo pertanto che questo punto venga sospeso affinché possa essere previamente e nuovamente esaminato in Commissione edilizia” .

Sindaco : Rispondendo al Cons. Rivano, fa notare, ancora una volta, che la Commissione edilizia non ha competenza decisionale. E’ un organo consultivo che, per giunta, ha già espresso il proprio parere in merito. “E’ quindi compito dell’Ufficio Tecnico Comunale” – dice-“ definire l’ iter del procedimento ed esprimere una sua valutazione tecnica ,di cui poi risponde. La Commissione edilizia non ha l’autorità per mettere in discussione un parere espresso dall’Uff. Tecnico Comunale”.
Sottolinea che l’organo politico non può sostituire con le proprie valutazioni quelli che sono i risultati dell’istruttoria tecnica di un procedimento, non possedendo le necessarie competenze tecniche e giuridiche per superare un parere tecnico. “Non vorrei “– precisa – “azioni di responsabilità per decisioni assunte esulando dalla competenza propria dell’Organo politico”.

Invitato dal Sindaco a pronunciarsi ancora sull’argomento il geom. Iesu puntualizza : “il passaggio in Commissione edilizia del progetto, così come richiesto dal cons. Rivano A. , sarebbe stato necessario solo se le norme urbanistiche ed edilizie poste con il P.d.F. fossero state, relativamente alle zone “C”, oggetto di modifica con il nuovo P.U.C. adottato.

Il Sindaco ricorda che l’area di cui si discute è stata acquistata dalla società MACKTUB da un a procedura fallimentare e che esiste un a sentenza del tribunale fallimentare che inquadra la stessa in zona edificabile con un indice di 1,5 m.c., per cui per la stessa è stato pagato il conseguente prezzo di mercato. Tale Società, dunque, ha una legittima aspettativa alla edificazione su quella area,”Lei – continua rivolgendosi al cons. Rivano – “ha qui esibito una relazione redatta da un tecnico che non si qualifica e che, dunque, non risponde di ciò che afferma. Se lei avesse ritenuto, avrebbe potuto far intervenire un tecnico qualificato in questo Consiglio, cui noi avremmo certamente dato la parola, diversamente da quanto avete fatto voi a proposito dell’Ing. Meloni, perché il confronto tra la valutazione tecnica di un vostro esperto e la valutazione tecnica del Responsabile dell’Area tecnica comunale avrebbe potuto certamente arricchire il dibattito. In mancanza, le sue affermazioni assumono una valenza meramente politica, che ben poca rilevanza ha su un argomento a così forte connotazione tecnica come questo”.

Il Sindaco sospende quindi la seduta alle ore 20,57 per poter discutere con il proprio gruppo di maggioranza .
Si da atto che il dibattito riprende alle ore 21,20.

Il Sindaco comunica che il proprio grippo ritiene di votare a favore della proposta in esame, sia pure in maniera sofferta, perché si sarebbe preferito aver tutto il tempo per ulteriori chiarificazioni di varia natura, “Senonchè – precisa – “allo stato non ci è sembrato giusto danneggiare i richiedenti la lottizzazione che già da troppo tempo attendono decisioni in materia”.

Cons. Conte W. : “Voteremo a favore di questa lottizzazione anche se ci riserviamo di approfondire, da qui alla adozione definitiva, tutte le possibili interferenze e/o implicazioni che tale decisione potrà avere con riferimento ad altri procedimenti in itinere”.

Cons. Biggio C. : “La decisione su questo argomento è sofferta non solo per la maggioranza. Quando capitano questi casi dire sì o no è un problema di coscienza, perché si cerca di non danneggiare nessuno e soprattutto di trattare tutti allo stesso modo.E’ proprio in situazioni come queste che occorre chiedere soccorso ed affidarsi ai tecnici, solo così si può ridurre il rischio di errore. E’ al parere tecnico che bisogna appoggiarsi in questi casi, e siccome il parere tecnico è favorevole, io voterò a favore della proposta”.

Cons. Rivano A. : Comunica che per i riferiti motivi voterà contro la proposta.


IL CONSIGLIO COMUNALE

Uditi gli interventi

Vista la domanda in data 02.05.2003, pervenuta al protocollo generale n° 4454 del 2.05.2003, con la quale il Dott. Melis Antonello in qualità di rappresentante legale della Società MAKTUB srl con sede in Cagliari – Via Lanusei 18 proprietaria dei terreni siti in Carloforte – località Piana Sud distinti in catasto al fg. 25 mapp. 328 – 329 – 330 – 331 – 332 – 326 – 325 – 570 – 879 – 544 - 321 di mq. 10107,00 ha richiesto l'approvazione dello studio di lottizzazione in oggetto, redatto dal Dr.Ing. Angelo Ageno con studio in Iglesias;

Rilevato che i terreni oggetto del piano, individuati in zona di espansione C2, del vigente Programma di Fabbricazione, si trovano in una zona periferica del centro urbano in loc. Piana Sud;

Dato atto che l’art. 4 del decreto Floris stabilisce un indice territoriale max 1.5 mc/mq che determina una volumetria insediabile pari a 15.160,50 mc. (10.107,00 mq x 1.5 mc/mq) suddivisa come segue:
EDIFICI PER RESIDENZA 70% mc.10.612,35
SERVIZI CONNESSI ALLA RESIDENZA 20% " 3.032,1
SERVIZI PUBBLICI 10% " 1.516,05
_____________
mc. 15.160,50 pari a 18 abitanti insediabili a mq.

Che il piano di lottizzazione prevede l'insediamento di n°9 corpi di fabbrica con una volumetria di mc. 11.602,83 utilizzando un indice territoriale di 1,148 mc/mq < 1,5 mc/mq con numero 116 abitanti da insediare per uno standard di 18 mq per abitante, da cui dovrà essere detratta la volumetria ad uso pubblico 10% (1.160,28) ed i volumi esistenti al netto delle demolizioni (mc.2.167,23) per un totale di nuovi volumi privati di mc.8.275,32;

Che per quanto attiene l'utilizzazione delle superficie di piano sono previste le seguenti destinazioni:
AREE RESIDENZIALI mq 5.554,33
AREE PUBBLICHE PER:
S1 = ISTRUZIONE
ripartita
S2 = SERVIZI PUBBLICI mq 296,36
S3 = SPORT E VERDE ATTREZZATO mq 1.575,31
S4 = PARCHEGGI mq 322,03
VIABILITA’ mq 2.358,97
===========
TOTALE _______ Mq 10.107,00


Accertato, pertanto, che i valori richiesti per standard urbanistici del decreto Floris sono ampiamente rispettati;

Visto lo schema di convenzione per la cessione delle aree pubbliche e la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria che si allega sotto la lettera “A” quale parte integrale e sostanziale;

Dato atto che la Commissione Edilizia nella seduta del 24.07.2003, dopo ampia discussione, ha espresso parere favorevole;

-Rilevato che il progetto di lottizzazione ha acquisito il nulla-osta dell’Assessorato Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – Ufficio Tutela Paesaggio della RAS ai sensi del titolo II del D.lgv n.490 del 1999;
Visto il vigente statuto del Comune;
Visti gli artt.20 e 21 della L.R. 45/1989 e successive modificazioni ed integrazioni;
-Dato atto che sulla proposta della presente deliberazione il Responsabile dell’Area Tecnica ha in ordine alla sola regolarità tecnica espresso ex art.49 Dlgs parere favorevole;

Attesa la necessità di provvedere in merito,

Con voti favorevoli 12,espressi nei modi e forme di legge, ed il voto contrario dei consiglieri Rivano A. e Stefanelli A.

DELIBERA

di adottare, ai sensi dell’art.20 e 21 della L.R. 22.12.1989, n.45 e successive modificazioni ed integrazioni il piano di lottizzazione richiesto dal Sig. Dott. Melis Antonello in qualità di rappresentante legale della Società MAKTUB srl con sede in Cagliari – Via Lanusei 18 in zona di espansione C2 –Loc. Piana Sud - in conformità al parere espresso dalla Commissione Edilizia, fatti salvi i provvedimenti di competenza dell’Assessorato P.I.Beni Culturali, Informazione Spettacolo e Sport – Ufficio Tutela Paesaggio – ai sensi titolo II del D.lgv n.490 del 1999, dando atto che è costituito dai seguenti elaborati:

Relazione tecnica illustrativa, Relazione Tecnica barriere architettoniche e dichiarazione di conformità, Relazione Geologica, Computo metrico estimativo, schema di convenzione, documentazione fotografica e elaborati grafici ( n.14 tavole).














IL PRESIDENTE IL CONSIGLIERE ANZIANO IL SEGRETARIO COMUNALE
f.to Simeone f.to Borghero f.to Zoina

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Della presente deliberazione viene iniziata in data ___________la pubblicazione all’Albo Pretorio per 15 gg. consecutivi con contestuale invio ai Capigruppo consiliari.
Viene inoltre inviata:
-con nota n._________del_________ al competente Organo di Controllo, ai sensi del D. lgvo n.267/2000 art. 126.
-con nota n._________del__________alla Prefettura, ai sensi del D.L.13.3.91 n.76 art.15.

IL RESPONSABILE UFFICIO SEGRETERIA
Aste Antonio



------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Copia conforme all’originale per uso amministrativo

Carloforte,lì _____________ IL RESPONSABILE UFFICIO SEGRETERIA

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La presente deliberazione è divenuta esecutiva il _________________, in seguito alla pubblicazione all’Albo Pretorio di questo Comune dal__________ al_____________ ai sensi del D. lgvo n.267/2000 art. 124.
IL SEGRETARIO COMUNALE

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