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Marco Simeone
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Sardegna
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Inserito il - 23/04/2007 : 11:20:46
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COMUNE DI CARLOFORTE PROVINCIA DI CARBONIA - IGLESIAS
CONSIGLIO COMUNALE del 11.04.2007 n. 37
OGGETTO: “Discussione in ordine alla richiesta di revoca del Piano di Gestione del sito di interesse Comunitario SICp Isola di San Pietro presentata dai Consiglieri di minoranza Stefanelli Agostino, Rivano Adriano e Puggioni Salvatore.
L’anno duemilasette il giorno undici del mese di Aprile alle ore 18.00 in Carloforte nella Sala Consiliare, convocato con appositi avvisi, il Consiglio Comunale si è riunito nelle persone dei Signori: Presenti Assenti Presenti Assenti Simeone Marco ? ? Rivano Maria Regina ? ? Borghero Efisio ? ? Baghino Luigi ? ? Rossino Battista ? ? Parodo Salvatore ? ? Boggio Marco ? ? Rivano Adriano ? ? Conte Walter Mario ? ? Pomata Gabriele ? ? Aste Carlo ? ? Stefanelli Agostino ? ? Porcedda Pier Paolo ? ? Puggioni Salvatore ? ? Feola Luigi ? ? Rombi Giuseppe ? ? Damele Pasquale ? ?
Tot. Presenti: 15 Tot. Assenti: 2
Presiede il Sindaco Marco Simeone Assiste alla seduta il Segretario Comunale Dott. Antonio Zoina. Scrutatori : Puggioni S. Baghino L., Rivano M.Regina
Il Sindaco invita il Segretario Comunale alla verifica dei Consiglieri presenti.
Si da atto che sono presenti nella aula della adunanza il Presidente ed il Vicepresidente del Comitato spontaneo, dott. Davide Di Matteo e dott. Giambattista Repetto.
Indi il Sindaco invita i Consiglieri ad intervenire alla discussione ricordando che quella odierna è una “Seduta aperta” ai sensi dell’art. 36 del Regolamento consiliare e che anche per questa riunione vigono le disposizioni dettate dal Regolamento del Consiglio Comunale che prevedono interventi della durata di 20 minuti per i Consiglieri Capogruppo o chi rappresenta il Gruppo Consiliare e 10 minuti per tutti gli altri Consiglieri.
STEFANELLI AGOSTINO: “Ricordo che il 30 Novembre 2006 il Consiglio Comunale approvò una deliberazione avente ad oggetto – Approvazione del Piano di Gestione di Interesse Comunitario SIC – Questa deliberazione era stata presentata in Consiglio Comunale l’ultimo giorno utile per poter ottenere i finanziamenti e ci era stata consegnata per la consultazione i soliti due giorni prima del Consiglio Comunale. La minoranza non votò quel punto, lamentandosi del fatto che non era stata abbastanza informata ed evidenziando altresì che la Popolazione avrebbe dovuto, così come prevede la vigente normativa, essere ammessa a partecipare alla fase di formazione del presente Piano. Di questo Piano , redatto da una Società privata individuata mediante procedura selettiva, non solo non è stato possibile prendere dettagliata visione come Consiglieri Comunali, ma neppure è stata adeguatamente e previamente informata la popolazione. La Società incaricata della redazione del Piano presentò cinque proposte ed il Consiglio Comunale, esaminato un emendamento proposto all’ultimo momento dal Sindaco, approvò a maggioranza (la minoranza votò contro) anche il descritto emendamento, il cui effetto era quello di ampliare le zone soggette a vincolo, rispetto a quelle individuate nelle cinque proposte elaborate dalla Società incaricata. In risposta ai dubbi avanzati dal sottoscritto in quella seduta consiliare, il Sindaco sostenne che il Piano in questione poteva essere sempre oggetto di modifiche e che il suo contenuto avrebbe potuto essere oggetto di discussione anche in seguito. Noi riteniamo che il Piano in questione sia stato approvato in violazione di legge e, nello specifico , omettendo la procedura partecipativa prevista ai fini della sua elaborazione . Il Piano , cioè, in base alle disposizioni regionali, deve nascere e svilupparsi come uno strumento condiviso e partecipato da tutti, mediante il ricorso a vari canali: le Assemblee comunali, gli incontri con i diversi attori coinvolti, comunicazioni attraverso il sito Internet che consenta un approccio diretto ad ogni categoria di interessati e comunicazione attraverso i mass media locali che permettano di raggiungere la popolazione insistente sul territorio. Discussione non c’è stata, il Piano è stato portato in Consiglio con cinque proposte e ne è stata approvata una sesta. A nostro avviso il Piano stesso è colmo di penalità di cui credo tutti si siano accorti e di cui ora noi vogliamo discutere. E’ nato un Comitato pubblico che ha esaminato il SIC ed ha elaborato, con l’apporto del nostro gruppo, una proposta. Questa proposta prevede l’annullamento del Piano approvato nella seduta del 30 novembre 2007, la apertura di una fase di coinvolgimento e discussione con le categorie interessate e, poi, se il nuovo Piano è condiviso dalla popolazione, la approvazione dello stesso in sede consiliare . La attuale maggioranza consiliare ha in effetti già dato una risposta alla proposta, attraverso un comunicato in cui si sostiene che tutto ciò è allarmismo e che dal Piano non derivano vincoli particolari. In particolare, con riguardo alla area interessata dai vincoli, va detto che quando si parla di 80 metri di coste per un raggio di 500 metri occorre partire dagli 80 metri e, poi, dai due lati e dal raggio centrale andare a 500 metri da una parte metri e 500 metri dall’altra , per un totale, quindi, di 1060 metri, con la conseguenza, dunque, che l’area vincolata è di 1060 metri. Nel comunicato si afferma poi che Lo stesso vincolo è già esistente e deriva dall’ordinanza della Capitaneria di Porto n. 9 del 28.4.2006. Orbene, dalla lettura dell’art. 2 di questa Ordinanza della Capitaneria di Porto – zone di mare riservate ai bagnanti – emerge che l’ordinanza non esclude la navigazione, a differenza del SIC che invece la esclude. Inoltre, l’ art. 3 della medesima ordinanza vieta la balneazione nelle zone di mare indicate da apposita ordinanza e in particolare nella fascia di mare di 10 metri dal piede delle scogliere a picco sul mare: da ciò si evince chiaramente che tale ordinanza non vieta ne l’approdo ne il transito. Per quanto concerne la disciplina della pesca contemplata nella ordinanza di che trattasi, viene rimarcato il divieto di qualsiasi tipo di pesca, diversa dalla pesca subacquea, nella fascia di mare di 200 metri dalle coste sabbiose e cento metri dalle coste a picco, dalle ore 8.30 sino al tramonto. Dunque, la ordinanza non vieta la pesca nei 500 metri. Tuttavia queste sono disquisizioni tecniche. Ciò che noi politicamente chiediamo è che venga revocata la deliberazione di approvazione del Piano di Gestione di Interesse Comunitario SIC – affinchè lo stesso possa essere oggetto di adeguata discussione con le categorie interessate e la popolazione e, solo all’esito di quanto sopra, riapprovato , secondo i desiderata della popolazione”.
SINDACO: “Basta un righello per vedere che sono 500 metri da una parte e 500 metri dall’altra. La base è di 80 metri da una parte e 60 metri dall’altra e la distanza sommata è di poco più di 1000 metri da una parte e 1100 metri dall’altra: quindi, stiamo parlando della stessa cosa, sono circa 1000 metri. Per quanto riguarda invece l’ordinanza della Capitaneria del Porto, la stessa attiene alla sola balneazione . Lei dovrebbe citare anche le norme regionali che prevedono, in caso di coste con scogliere franose come le nostre, l’interdizione alla balneazione, alla navigazione. Per il resto, per inquadrare correttamente la materia occorre preliminarmente fare chiarezza su cosa sono queste sigle, perché altrimenti non si riesce poi a capire di cosa stiamo parlando. Il SIC, a differenza di quanto pensano in molti, non è il Parco. Il SIC è il censimento dell’Isola. Il Sic fotografa la situazione di fatto dell’isola, e all’interno del territorio della stessa individua ciò che si intende preservare maggiormente. La ZPS è invece una sorta di Piano Particolareggiato del S.I.C. Il Piano di gestione è invece lo strumento, la disciplina di cui il Comune si dota per la gestione delle aree sottoposte a vincolo. Il SIC ha individuato la ZPS . Il SIC e la ZPS individuano una specie di volatile che fino a tempo fa non era inserito neanche nel Parco della Lipu, Il Marangone (cormorano col ciuffo), ed il Comune attraverso il Piano di gestione stabilisce le regole da osservare per evitare che questa specie venga danneggiata, cosa si intende fare nel periodo di cova per preservare la specie. Attraverso il Piano di gestione noi abbiamo scelto di limitare la pesca con le reti e quella con i palamiti, perché questa specie, per alimentarsi, mangia i pesci catturati con quegli strumenti, restandovi catturata a sua volta. Il 30 novembre 2006 abbiamo dunque approvato un Regolamento, un Piano di Gestione e lo abbiamo presentato sotto forma di proposta alla Regione per la approvazione. L’Idea primaria della Regione Sardegna, era quella di destinare il 50% di tutte le zone SIC dell’Isola di Sardegna a ZPS. In effetti la Regione Sardegna è l’ultima Regione Italiana a non essersi ancora dotata di SIC e per tale ritardo paga una forte penale , ammontante a 300 mila Euro al giorno. Per queste ragione il governo Regionale ha imposto ai Comuni di dotarsi di queste ZPS e, dovendo raggiungere su tutta l’Isola una quota percentuale di zone ZPS , ha inizialmente caricato di ZPS il 50% del territorio dell’ Isola di San Pietro. In questo contesto, il nostro piano iniziale, che prevedeva 5 possibili scelte, è stato emendato nella riunione consiliare del 30 novembre per il semplice fatto che i professionisti incaricati della stesura del Piano ci hanno comunicato che la Regione non intendeva accettare un Piano che fosse molte distante dal 50% previsto dal Piano Generale Regionale. Abbiamo pensato, a questo punto , per non incorrere nei rigori della Regione, che si potesse sottoporre ai suddetti limiti un lato di costa che è già vincolato, sia dalle norme del Codice della Navigazione che dalle proibizioni derivanti dalla franabilità della costa, inserendo in effetti nella ZPS qualcosa che è già compromesso. Per questo le nostre scelte non hanno stravolto assolutamente la vita nella nostra Isola , ne per chi va per mare , né per chi va per terra, perché in effetti non è cambiato niente. Per approvare il Piano di gestione non occorreva indire Assemblee popolari. Il sistema amministrativo locale prevede che i Consiglieri eletti dalla cittadinanza siano delegati ad amministrare la cosa pubblica per conto dei propri elettori. Il SIC è in effetti un fatto tecnico e la ZPS è una proposta che abbiamo approvato il 30 novembre in Consiglio ed abbiamo successivamente emendato : ora speriamo venga accolta dalla Regione. Dalla data di approvazione del Piano di Gestione di Interesse Comunitario SIC nella seduta del 30 novembre sono passati ben tre-quattro mesi in cui i Consiglieri hanno avuto tutto il tempo per riunirsi e discutere abbondantemente sul tema . Peraltro, i progettisti si sono resi disponibili fin da allora ad aprire dei tavoli di discussione per eventualmente modificare, ora come a tutt’oggi, quello che è modificabile”.
ROMBI GIUSEPPE: “Condivido la scelta di approvare un Piano di gestione in modo che sia la stessa Comunità locale a dettare limiti e regole relative alla gestione del proprio territorio,evitando così l’intervento calato dall’alto dello Stato o della Regione. Oltretutto il Parco porterebbe troppi vincoli cui sarebbe difficile opporsi. Nella seduta del 30 novembre, dedicata alla approvazione del SIC, sottolineai come il tempo a disposizione dei Consiglieri per l’esame di quel Piano fosse troppo esiguo, così come evidenziato anche dai Consiglieri di minoranza. Nella medesima deliberazione il Sindaco incaricò il sottoscritto, Consigliere Rombi, di fare da interlocutore con i diversi Gruppi consiliari per affrontare, di concerto con i progettisti, eventuali problematiche connesse al Piano stesso ai fini della proposizione di eventuali integrazioni dello stesso. Io presi questo impegno , ma debbo dire che nei quattro mesi successivi nessun Capogruppo consiliare e nessun Rappresentate delle categorie interessate, ha avanzato mai alcuna osservazione o anche solo richiesta di esame del Piano stesso, per cui non mi sono sentito in dovere di andare a sollecitare i Consiglieri sull’argomento. Voglio infine sottolineare che la cittadinanza è stata informata in maniera non corretta sul tema. Infatti il SIC rappresenta una fotografia dello stato di fatto dell’Isola. Nello stesso vigono delle norme di attuazione che prevedono organizzazioni gestionali e modalità tecniche amministrative per l’attuazione del Piano di Salvaguardia dell’Isola di San Pietro. Nella delibera abbiamo approvato il Piano ma non la gestione che sarà oggetto di successivo intervento a cura dell’Amministrazione Comunale “. Infine, devo ricordare che mi risulta che un Comitato spontaneo, in una richiesta inoltrata al Consiglio Comunale , chiede una integrazione della delibera del 30 novembre di approvazione del Piano di Gestione di Interesse Comunitario SIC – “ .
SINDACO: “Non può parlare di un argomento che non è posto agli atti del Consiglio. O produce questo documento , e allora lo acquisiamo agli atti, oppure non se ne può parlare. Questo Consiglio Comunale può esaminare e discutere solo di documenti prodotti dai Consiglieri, e non anche atti presentati da un Comitato di cittadini o da qualsiasi altra Associazione. Dunque, se Lei vuole che si dibatta in ordine a tale documento, dovrà proporre in proposito una mozione specifica o comunque depositare agli atti del Consiglio tale documento affinché esso possa essere reso noto a tutti i Consiglieri “.
ROMBI GIUSEPPE: “ Questo allarmismo creato nella cittadinanza, in questo periodo che precede le prossime elezioni Amministrative di fine maggio inculca in me qualche dubbio. Inoltre mi risulta che nel Comitato di Gestione ci siano due cittadini che sono Segretari politici di due partiti, e chiedo se ciò sia compatibile”
SINDACO: “Questo non è vietato”.
BOGGIO MARCO: “ Mi sono posto il dilemma se approvando il Piano di gestione potessimo aver sbagliato. Poi , quando, accendo la televisione, noto che provengono da tutte le direzioni istanze e richieste di tutela dell’ambiente e del territorio e vedo che in tale direzione si muove anche la normativa comunitaria, mi rendo conto che non abbiamo sbagliato. Oltretutto la integrità dell’ambiente è per Carloforte proprio la carta vincente . Infatti, se il nostro Paese rimane meta di tanti turisti, pur essendo in effetti privo di particolari servizi che possano fare da attrattiva, questo è dovuto proprio alla unicità delle risorse ambientali che tale posto è ancora in grado di offrire alle presenze esterne . Oltretutto, se non ci fossimo dettati col Piano di gestione autonome regole ci sarebbe calato addosso il Parco, con le sue conseguenze ancora più restrittive per il territorio”.
FEOLA LUIGI :” La riunione al Cavallera è stata una iniziativa fuori luogo, in quanto la popolazione ha i propri rappresentanti nella maggioranza e nella minoranza consiliare. Particolarmente grave mi è sembrato poi che il comunicato di convocazione di quella riunione non recasse la firma di alcuno e che nella discussione non sia stato dato adeguato spazio al Sindaco. Oltretutto, di questo Comitato spontaneo facevano parte consiglieri di minoranza che fino ad allora non si erano fatti portatori nelle riunioni consiliari di alcuna istanza od osservazione sul tema “.
RIVANO REGINELLA : “ La battaglia politica non va fatta mettendo in gioco il destino e l’interesse del Paese , va fatta sui programmi. Si è fatta circolare in questi giorni una cartina non firmata , e non corrispondente a quella vera. L’ambiente va tutelato, come territorio siamo già alla attenzione nazionale per la specie protetta dello Stragallo . Comunque non risponde a verità che non si potrà più andare a pescare. Esperti dell’Umbria mi hanno detto che abbiamo fatto la scelta giusta perché loro, nel proprio territorio, non avendo provveduto alla istituzione della ZPS, si sono visti appioppare il Parco , con la conseguenza che debbono subire i danni ai raccolti derivanti da scorribande di cinghiali , sotto la protezione del Parco. In effetti ci troviamo in un contesto analogo a quello che abbiamo vissuto allorché si discuteva della istituzione o meno della Oasi LIPU. Anche allora , ricordo, il cons. Rivano Adriano lanciava l’allarme che con l’Oasi non avremmo potuto più andare a fare il bagno alle Ciassette. Invece, come sappiamo tutti, l’Oasi è stata istituita ed il bagno alle Ciassette continuiamo a farlo . Evitiamo di copiare Sant’ Antioco, che non ha approvato un Piano di gestione ed oggi, per questo, rischia il Parco “.
BAGHINO LUIGI : “ Con la individuazione della ZPS e la elaborazione del Piano di gestione abbiamo la possibilità di attuare una tutela autonoma delle aree interessate. In assenza ci sarebbero imposte regole restrittive dall’alto , sulle quali sarebbe opportuno che il Sindaco ci desse qualche ulteriore dato “ .
SINDACO : “ Se i Comuni omettono di dotarsi di strumenti propri, nella specie la individuazione della ZPS e la elaborazione del Piano di gestione, la Regione Sardegna, di concerto col Ministero dell’ambiente, introduce sul territorio le ben più restrittive Norme di salvaguardia “.
RIVANO ADRIANO .” Stiamo andando troppo avanti nella discussione. La nostra richiesta è semplicemente volta ad ottenere un annullamento del Piano approvato nella seduta del 30 novembre e la riapprovazione dello stesso previa concertazione con le categorie interessate. Questa Amministrazione aveva cinque soluzioni, cinque cartine , frutto del lavoro presentato da professionisti cui è stato erogato denaro pubblico per 50.000,00 Euro, e ne ha fatto carta straccia, approvando nella seduta del 30 novembre una sesta soluzione , tirata fuori solo al momento della votazione. Al cons. Feola voglio ricordare che noi non stiamo chiedendo altro che quello che la legge impone e, cioè, che ai fini della individuazione della ZPS e della elaborazione del Piano di gestione vengano sentiti previamente i cittadini e le categorie interessate: “ triste quel re che per diventare grande deve vendere i suoi sudditi”. Al cons. Rombi , il quale ci imputa di non aver mosso passi fino ad oggi , debbo dire che noi riconosciamo, come minoranza, di non aver capito subito cose fosse il SIC ed il Piano di gestione . Però quando la questione è scoppiata, in quanto rilevata dai cittadini e dalle Categorie interessate attraverso il Comitato spontaneo, noi ci siamo subito mossi per sostenere le loro rivendicazioni. Circa, poi, il documento proveniente dal detto Comitato spontaneo che, pare, risulti acquisito al protocollo dell’Ente, vorrei capire perché noi come Consiglieri di minoranza non ne abbiamo avuto copia”.
Si da atto che il Consigliere ROMBI G. chiede che venga acquisito dai Consiglieri presenti ed allegato ai lavori il documento proveniente dal Comitato spontaneo e protocollato al Comune di Carloforte in data 11 aprile 1007 al n. 3546 A.
CONTE WALTER: “ mi sembra riduttivo, come fa il cons. Rivano A., ridurre il lavoro consegnato al Comune dai professionisti incaricati a n. 5 cartine. In effetti, i professionisti hanno fatto un lavoro enorme , tracciando attraverso il SIC la fotografia dell’isola ed elaborando il Piano di gestione. Se revochiamo il Piano di gestione approvato nella seduta del 30 novembre ci poniamo alla mercè della Regione e delle regole che ci verranno imposte dall’alto . il Comune di San Antioco, che ha omesso di approvare un Piano di gestione, sta facendo leva proprio su Carloforte per cercare di avere un trattamento migliore. Il lavoro fatto da questa Amministrazione deve pertanto essere valutato positivamente. Poi, se all’ultimo momento, a fronte delle 5 soluzioni presentate dai professionisti, abbiamo approvato, attraverso un emendamento ampliativo, una sesta soluzione, ciò è stato fatto solo perché era intanto intervenuta una Legge regionale che richiedeva che almeno il 50% del territorio dovesse essere interessato a ZPS. A questo punto, ovviamente, per non danneggiare le attività sull’isola, è stata scelta una zona già compromessa , già interdetta alla navigazione, alla pesca, ecc. : in quella zona, peraltro, operano per alcuni periodi all’anno le tonnare”. Infine , debbo ricordare che viviamo in un periodo in cui si guardia alla salvaguardia del territorio come alla risorsa più importante per il futuro. Si rifletta su quanto sta facendo proprio il Presidente della nostra Regione, attraverso il Piano Paesaggistico, per preservare il territorio. Questa scelta porterà solo benefici : si pensi oggi all’ ecoturismo ed agli indotti economici che possono derivarne”.
BORGHERO EFISIO :” Oggi abbiamo almeno il dovere della chiarezza nei confronti di tutti i cittadini , che sono confusi e preoccupati . Si è fatto un gran disordine , mi auguro non creato ad hoc, sono state diffuse cartine sull’argomento che raccontavano cose diverse. I cittadini sono rimasti allarmati e disorientarti . C’era chi è venuto a chiedere se poteva ancora restaurare un rudere, chi addirittura se poteva continuare a seminare le patate. Va allora chiarito subito che tutto questo si potrà continuare a fare : quello che non si potrà fare è aprire una pista di sci, aprire una discarica, ma si tratta di attività già interdette da prima. E’ nato un Comitato spontaneo che ha assunto delle iniziative senza coinvolgere , come sarebbe stato giusto e doveroso, la Amministrazione attualmente in carica, ed attraverso tale Comitato ci viene chiesto di soprassedere alla decisione consiliare del 30 novembre 2006 . Allora , dico, veramente dobbiamo andare ad ingabbiarci, facendoci imporre delle regole dall’alto. A questo non posso che dire no !. Se permettete , a casa mia le regole preferisco dettarle io , tanto più che dalle regole che mi impongo non derivano vincoli al territorio aggiuntivi rispetto a quelli che già esistono “.
PORCEDDA PIER PAOLO :” E’ doveroso guardare alle categorie interessate, ai pescatori, ai cacciatori . A questi bisogna dire che, una volta terminato il periodo di cova e di allevamento dei pulcini, si potranno esercitare tutte le attività esattamente come prima . Inoltre, la attuazione di un Piano di gestione porterà una marea di posti di lavoro. Il Comitato di gestione non avrebbe dovuto escludere la Amministrazione dal dibattito e ci auguriamo che da oggi in poi sia possibile intraprendere un percorso comune “ .
PARODO SALVATORE : “ Una cattiva informazione sta dipingendo la proposta dell’Amministrazione comunale sulle ZPS come una sommatoria di vincoli ed una espropriazione alle popolazioni dei luoghi in cui vivono e lavorano . Niente di più falso . Gli unici che hanno interesse a diffondere queste falsità sono quelli che vogliono utilizzare le risorse della collettività per i propri interessi particolari. Vorrei ricordare quanto ostracismo c’era stato quando si è andati ad istituire l’Oasi LIPU, o quando è stata sottoposta a tutela l’area delle COLONNE. Ebbene , oggi , i risultati di tali scelte sono sotto gli occhi di tutti. L’oasi LIPU e la tutela delle COLONNE hanno solo portato turismo, senza porre limiti ad alcuna attività” . ROSSINO BATTISTA :” Vediamo quali sono i vincoli che derivano dalla ZPS . Alla attività della caccia vengono posti due vincoli , piuttosto lievi: il primo riguarda la caccia al tordo, al qual proposito eventuali deroghe alle regole sulla caccia al tordo non saranno applicabili nelle ZPS ; il secondo limite che riguarda la caccia prevede che nella ZPS non si potranno allenare i cani nel periodo dal 1 febbraio al 16 settembre, dopodiché si potrà riprendere la caccia regolarmente. Alle attività marine non derivano vincoli maggiori rispetto a quelli già esistenti . Il vincolo per cui i pescatori debbono mantenersi ad un miglio ( 2 Km) dal porto di Carloforte già esiste, ma tutti pescano senza che nessuno li disturbi . Inoltre il divieto di pescare dalle coste a picco sul mare esiste già dal 1994 e non nasce certo oggi “.
POMATA GABRIELE :” Vorrei che quando usciamo da questa Assemblea tornassimo a casa con le idee ben chiare sulla situazione, in modo da evitare di continuare a dare informazioni sbagliate e creare allarmismi nella popolazione . Non solo la gente teme di non poter più piantare le patate, ma ci sono cittadini che stanno facendo seccare le fave perché hanno sentito che queste non possono più essere raccolte dai propri campi. Evitiamo di dire cose che non sono , evitiamo di proclamare che stiamo svendendo Carloforte. La politica facciamola su altro, su argomenti su cui c’è veramente da discutere”.
STEFANELLI A. : “ Va chiarito che il Sindaco e la sua Amministrazione non sono qui oggi per fare dichiarazioni se abbiano operato bene o se la colpa sia di altri . Il fatto stesso che il Sindaco abbia ritenuto di dover convocare questo Consiglio su richiesta proveniente da tre Consiglieri di minoranza ( e non da cinque Consiglieri come ci si attenderebbe da una normale minoranza) è la dimostrazione che egli stesso concorda sul fatto che questo argomento abbia bisogno di una ridefinizione. Siamo qui riuniti per tirar fuori un accordo unitario , per pervenire ad un documento comune e condiviso. La delibera sul Piano di gestione approvata da questo Consiglio Comunale è illegittima in quanto nel suo procedimento di formazione non sono state osservate le modalità fissate dalla Regione Sardegna nelle Linee guida per la redazione dei Piani di gestione dei pSIC e ZPS, le quali prescrivono che il Piano di gestione sia uno strumento condiviso e partecipato da parte di tutti i Gruppi di interesse che intervengono sul SIC , che cioè il Piano di Gestione venga realizzato ( necessariamente e non a discrezione) , a partire dalla identificazione delle sue linee generali e fino all’approvazione della stesura finale, attraverso un continuo confronto con i Gruppi di interesse , cioè con i vari Rappresentanti delle categorie interessate a vario titolo al Piano stesso, vale a dire le Associazioni ambientaliste, sportive, culturali , dei cacciatori , dei pescatori , dei commercianti, degli albergatori , ecc. . Tutto questo procedimento partecipativo è stato omesso ed il Piano è stato calato dall’alto da questa Amministrazione. Il principio per cui la Amministrazione votata dai cittadini decide per tutti i cittadini non opera in questo caso, perchè nella fattispecie la norma disciplina direttamente il processo di formazione della volontà dell’Ente, richiedendo procedure partecipative. Per queste ragioni si è scatenato un subbuglio generale , è sorto un Comitato spontaneo, un movimento cui hanno aderito anche Segretari di partito, ma che non è un movimento politico, né un movimento sportivo. Non sto a dire se il Piano è fatto bene o male , a mio avviso ha dei limiti. Però c’è ora un Comitato spontaneo che rappresenta bene o male quelle stesse Categorie cui fanno riferimento le Linee guida per la redazione dei Piani di gestione dei pSIC e ZPS e che attendevano di essere sentite prima della assunzione di ogni decisione in materia . Sentiamo allora questo Comitato e, attraverso di esso, le Categorie che vi confluiscono, sentiamo se esse hanno delle proposte da fare , esaminiamole e tiriamo fuori un documento unitario , un atto che intervenga a modificare, integrare o annullare le decisioni sul Piano di gestione assunte da questo Consiglio nella seduta del 30 novembre “.
SINDACO : “ Abbiamo convocato questa seduta consiliare perché è pervenuta richiesta da parte di tre Consiglieri . Quanto al Comitato spontaneo devo ricordare che esso non può essere equiparato al Consiglio Comunale né i suoi membri possono essere equiparati al Sindaco o agli Assessori o ai Consiglieri. Debbo ricordarLe, consigliere Stefanelli, che in occasione della riunione tenutasi qualche giorno fa al Cine-teatro Cavallera, durante la quale Lei ha fatto un intervento pacato, il Comitato di cui parla, pur rappresentando solo parte della popolazione dal momento che la cittadinanza intera può essere rappresentata solo dal Consiglio Comunale, ha ritenuto potersi arrogare la facoltà di impedire al Sindaco di Carloforte di sedere al tavolo della discussione per dibattere problematiche che riguardano tutta la Comunità , con la conseguenza che il sottoscritto è stato ammesso al dibattito solo a seguito della richiesta proveniente da una parte dei pescatori . Ci troviamo dunque di fronte ad un Comitato, ad un Movimento, che ha cercato di delegittimare i rappresentanti istituzionali della Comunità ed il ruolo agli stessi conferito dalle leggi vigenti . Ebbene, in quella circostanza, in quel locale , anche per le forme ed i modi utilizzati da quel Comitato, la Comunità di Carloforte non ha fatto una bella figura . Finchè c’è una Amministrazione in carica in un Paese questa va rispettata. Soprattutto, mi ha stupito che alcuni tra coloro che hanno in quella sede osteggiato la mia presenza istituzionale fossero anche ex Amministratori e che, in quanto tali, ben dovrebbero conoscere i ruoli , le funzioni e le regole che presiedono al sistema amministrativo locale ed al corretto svolgimento delle discussioni sui problemi di generale interesse in una Comunità. Ho accettato di convocare questo Consiglio perché gli argomenti di interesse generale vanno discussi con metodi democratici in sedi in cui sia assicurata a tutti la libertà di esprimere liberamente e civilmente il proprio pensiero, e non in luoghi ove si persegue l’unico intento di confondere piuttosto che risolvere i problemi e di aggredire gratuitamente le Istituzioni locali . Ho stigmatizzato personalmente questo comportamento di questo gruppo di cittadini. I Comitati possono avere un ruolo importante di stimolo e di impulso nei rapporti con le Amministrazioni locali, ma non possono pretendere di porsi al di sopra di queste. Si è cercato di fare in modo che un volantino senza nome avesse più peso e più credibilità di un documento proveniente dalla Amministrazione in carica , recante la firma del Sindaco. E questi concetti sono validi sempre , qualunque sia il gruppo che sarà chiamato ad amministrare il Paese. Sarò il primo, ove dovesse essere chiamato alla carica di Sindaco il consigliere Stefanelli, a difenderne il ruolo e le funzioni. Mi aspettavo da parte vostra, quali Consiglieri comunali, una tirata d’orecchia a questo Comitato, perché, a parte l’intervento moderato del consigliere Stefanelli, tutti gli altri interventi non erano diretti ad altro se non a creare malumori, a fomentare la gente e confondere le informazioni. A questo punto, potremmo anche accogliere la richiesta di revocare il Piano di gestione approvato nella seduta del 30 novembre 2006, ma bisogna avere ben presenti le conseguenze che porterebbe tale scelta . In effetti,come ha già chiarito nel suo intervento il consigliere Walter Conte, la revoca del Piano di gestione porterebbe con sé la istituzione del Parco. Noi potremmo anche revocare qella delibera , ma non ci sarebbe più il tempo per realizzare una nuova perimetrazione SIC e ZPS. La consultazione con tutte le Categorie interessate va realizzata nei 60 giorni successivi alla delibera consiliare. Poi , decorsi questi 60 gg. , sono previsti ancora 30 gg. ( fino ad arrivare all’11-12 aprile) per discutere, per dibattere non se il SIC o la ZPS vada approvata o meno , ma piuttosto come intendiamo gestire questa area che è stata individuata, il Piano di gestione, il coordinamento, i ruoli, le funzioni. E questa discussione andrà condotta, sotto la regia del Sindaco quale coordinatore del Comitato di gestione della ZPS, non con la popolazione , che in effetti non ha un interesse diretto alla cosa , ma con le Categorie interessate alla ZPS come parte attiva o passiva, vale a dire i pescatori, i cacciatori,ecc.. In effetti, i beneficiari di eventuali finanziamenti sono solo i cittadini che svolgono attività nelle aree vincolate dalla ZPS : e, così, i pescatori per le indennità, i cacciatori per una eventuale nuova autogestita, ecc. ; parte dei finanziamenti saranno sicuramente per le vaccinazioni, per i conigli, per le bonifiche, per le perimetrazioni, ecc. . Se si aderisce alla proposta dei tre Consiglieri di minoranza di revocare il Piano di gestione ci verrà imposto il Parco , questa è la conseguenza . Questo è quanto a me risulta per lo studio e l’approfondimento che ho fatto della materia. Io non sono il Presidente di un Comitato spontaneo , sono il Sindaco e nel momento in cui pongo la mia firma su un documento, ne porto e me ne assumo la responsabilità. Chiederei a questo Consiglio comunale, quale Organo sovrano della Comunità territoriale, di esprimersi con quella onestà intellettuale che è in altra sede mancata. Qui, credetemi, non c’è alternativa. Si può discutere e scegliere in ordine alle forme ed alle modalità della gestione del SIC, ma non si può dibattere se mantenere o revocare un SIC ed una ZPS, sapendo che la abrogazione di quanto è stato deliberato nella seduta del 30 novembre porterebbe questa Comunità alla rovina, perché il Parco sarebbe la rovina , almeno nella attuale fase storica in cui non siamo ancora maturi per il Parco. Non è corretto far passare un messaggio diverso da quella che è la realtà : non è vero che non potremo più andare per mare. Le leggi impeditive esistono già, ma ciò non toglie che in base ad una consuetudine interpretativa estensiva queste vengano lette sempre in maniera favorevole ai carlofortini ,sì da consentire agli stessi di continuare ad esercitare tutta una serie di attività altrimenti interdette: e, così, si è sempre continuato a mettere gli ormeggi, a buttare l’ancora nelle posidonie, benché queste attività siano vietate. Sta alla intelligenza di chi è preposto alla applicazione delle leggi gestirle in maniera oculata per evitare di soffocare ogni attività. E, a questo punto, io dico che è preferibile avere una autogestita ZPS , piuttosto che 20 forestali che controllano ogni attività”.
RIVANO ADRIANO: “ Mi conoscete e sapete che non riesco ad essere ipocrita. Quella sera io non ero presente al Cine-teatro Cavallera , ma debbo dire che se fossi stato presente mi sarei comportato esattamente come hanno fatto i membri del Comitato spontaneo sul Piano di gestione . Lei, Sindaco , dopo aver snobbato per mesi le Categorie interessate al SIC, come poteva pretendere di essere invitato al tavolo della discussione. Doveva aspettarsela una reazione del genere. Io avrei contestato esattamente come gli altri la Sua presenza al tavolo della discussione”.
SINDACO : “Io non credo che avrebbe assunto un tale comportamento . Lei è stato amministratore per anni, abbiamo avuto tanto scontri ma ha sempre mantenuto il giusto rispetto per i ruoli. Ecco perché non credo che Lei avrebbe applaudito alla eliminazione del suo Sindaco”.
RIVANO ADRIANO :” Lei su questo tema ha snobbato i Carlofortini , e non è la prima volta che accade. Ha fatto la stessa cosa col depuratore ….”
SINDACO : “ Se vuole litigare sui miei cinque anni di mandato, sono pronto ! Ma credo che oggi sia preferibile tornare sul nostro argomento e attenerci all’oggetto della seduta consiliare”.
RIVANO ADRIANO : “Non è accettabile l’alibi per cui o il Piano di Gestione approvato il 30 novembre o il Parco . Non potete sostenere, ora, che se si torna indietro ci sarà imposto il Parco . Questa analisi avreste dovuta farla il 30 novembre, allorché avete esercitato una opzione tra le cinque scelte che vi avevano presentato i professionisti incaricati della stesura del Piano di gestione. Bastava esercitare un diversa opzione ed oggi risulterebbero posti sotto vincolo solo 210 ettari di territorio. Se poi la Regione avrebbe contestato tale scelta, a quel punto avremmo studiato le contromosse, ma saremo ora più tranquilli “.
SINDACO : “ Non mi è chiaro Lei cosa chieda oggi al Consiglio. Nella richiesta di convocazione del Consiglio ha chiesto la abrogazione del Piano di Gestione e non la cancellazione dello emendamento alla proposta di Piano di gestione approvato nella seduta consiliare de 30 novembre. La istituzione della ZPS è il baluardo contro l’ingresso del Parco, in base alla legge nazionale. Se, ora , invece che la cancellazione del Piano di gestione e della ZPS, viene qui a chiedere solo la cancellazione dello emendamento ampliativo approvato all’ultimo momento nella seduta consiliare del 30 novembre, allora il ragionamento è ben più condivisibile . Non posso però non rilevare che tale battaglia Lei avrebbe dovuto farla al momento opportuno e, cioè, nella seduta del 30 novembre. Peraltro, dopo quella seduta ha avuto altri due mesi per avanzare la stessa richiesta e non lo ha fatto. In ogni caso, io continuo ad affermare che non ho snobbato la popolazione , in quanto le limitazioni derivanti dal Piano di gestione sono così esigue che il tutto, al di fuori delle pompature fatte ad arte, costituisce un falso problema, perché in realtà non è cambiato nulla. Se continuate a dire in giro che si stanno introducendo vincoli su vincoli è chiaro che la gente si allarma. Se invece date una informazione corretta e riferite che i limiti sono rappresentati unicamente da questi Marangoni, allora la gente si tranquillizzerà. Non risponde al vero che non si potrà più fare il bagno, semplicemente non potranno essere poste reti e calati palamiti nelle zone interessate alla riproduzione del Marangone . Per me sarebbe fin troppo semplice cancellare il Piano di gestione e, poi, addossare ai tre Consiglieri di minoranza la responsabilità delle conseguenze. Apprezzerei molto di più i tre Consiglieri di minoranza se si unissero a noi per intraprendere un percorso comune inteso a conseguire la riduzione da 500 a 200 metri, per limitare al massimo i vincoli sul territorio. Se, poi, tutto questo fracasso è stato determinato dallo emendamento ampliativo che abbiamo approvato nella seduta consiliare del 30 novembre, allora ribadisco che si tratta di un falso problema, in quanto vorrei che qualcuno mi spiegasse quali vincoli aggiuntivi rispetto a quelli già preesistenti derivano sulle aree interessate per effetto del detto emendamento : le zone contemplate nello emendamento, le coste e le grotte, risultano già interdette, in quanto frananti ed i vincoli relativi alle distanze già esistono “ .
RIVANO ADRIANO : “ La inviterei a leggere la circolare CIRCOMARE “.
SINDACO : “ Lei fa riferimento ad una circolare sulla balneazione che ha efficacia per sei mesi all’anno . Consulti le leggi ed il codice della navigazione e vedrà che confermano quanto sto dicendo : nelle grotte non si può entrare da 25 anni , eppure tutti ci vanno “.
RIVANO ADRIANO : “ Chiedo che venga data lettura in questa sede del documento depositato oggi al protocollo dell’Ente dal Comitato spontaneo e che sia ammesso qualcuno dei Membri dello stesso a chiarirne i contenuti “ .
SINDACO : “ Considerato che quella odierna è una seduta aperta e che sono presenti in sala sia il Presidente del Comitato spontaneo e sia il Rappresentante della LIPU, inviterei gli stessi ad esporre ai presenti le posizioni delle rispettive categorie . Intanto, pregherei il consigliere Rombi di dare pubblica lettura del documento , nel quale, peraltro, i redattori premettono di condividere anch’essi la istituzione delle ZPS, sia pure con delle specificazioni “.
Indi il Consigliere ROMBI G., dopo aver precisato che sarebbe opportuno che al termine della seduta si arrivi a votare una proposta unitaria che possa rappresentare la posizione comune di tutti i consiglieri, dà lettura pubblica del documento depositato oggi al protocollo dell’Ente ( al n. 3546 A) dal Comitato spontaneo, il quale viene allegato alla presente sub lett. A .
SINDACO : “ Nel rappresentare la posizione di questa maggioranza in ordine al documento non posso non ricordare che non compete ad alcun Comitato emendare proposte consiliari e, dunque, è solo per atto di cortesia che tale documento viene fatto oggetto di dibattito in questa sede. Esaminiamo allora le richieste ivi contenute . PUNTO 1 “ Vigilare affinché siano rispettate tute le direttive comunitarie nazionali, regionali e locali per la corretta redazione del Piano di gestione “ . Questa richiesta attiene a previsioni già presenti nel nostro Piano di gestione, previsioni che rimangono dunque confermate. PUNTO 2 “Verificare che tutte le possibili deroghe alle limitazioni, che il Piano deve comportare, siano messe in essere”. Anche questa richiesta attiene ad obiettivi già presenti nel nostro Piano di gestione , dunque , viene accolta “. PUNTO 3 “Accertarsi che i finanziamenti regionali o comunitari derivanti dalla attuazione del Piano di gestione siano fruibili da tutta la popolazione e non da un élite precostituita”. La richiesta affinchè eventuali finanziamenti derivanti dal SIC e dalle ZPS siano resi fruibili da tutta la popolazione è una richiesta legittima . Tuttavia non si condividono le espressioni con cui essa viene avanzata , “ ..e non già da una èlite precostituita..”, espressioni inaccettabili in quanto dirette al Consiglio comunale , offensive e meritevoli di ferma censura. A meno che per “èlite precostituita” non si intendano le categorie dei pescatori , dei cacciatori, degli organizzatori di visite nell’isola , le quali saranno i veri destinatari e, quindi, i fruitori degli eventuali finanziamenti di cui si parla . Dunque , debbo invitare i componenti di questo Comitato, proprio perché questo soggetto dovrà in futuro relazionarsi con l’Amministrazione , la quale intende accogliere le richieste di cui al quarto punto del documento, ad utilizzare in futuro un linguaggio più consono ed adeguato alla interlocuzione con la Amministrazione in carica “. PUNTO 4 “ Costituire un organo di riferimento permanente al fine della stesura del Piano e, successivamente, per la gestione dello stesso”. Questa richiesta verrà accolta. In effetti è la legge che richiede che le Categorie interessate siano parte integrante del Progetto di gestione. Noi riteniamo che la popolazione non dovesse essere coinvolta nella fase della stesura del Piano approvato il 30 novembre , trattandosi di operazione strettamente tecnica, ma che questa dovesse farsi sentire nei 60 gg. successivi, nella fase cioè di pubblicazione del Piano. Ricordo che dopo la approvazione del Piano anche i giornali e la televisione hanno diffuso informazioni sul SIC e sulle ZPS, per cui i cittadini e le Categorie interessate fin dal 7 marzo avrebbero potuto venire in Comune, chiedere gli atti , avanzare osservazioni e proposte , piuttosto che presentarsi solo successivamente in Assemblee popolari che non hanno altro scopo se non di confondere le idee. Peraltro non può un mero Comitato spontaneo, che ad oggi rappresenta solo le dodici firme dei sottoscrittori, pretendere che sia posta in discussione e magari emendata, integrata o addirittura revocata una decisione assunta dall’Organo sovrano , il Consiglio Comunale , che rappresenta istituzionalmente i 5.700 elettori di Carloforte . Dunque, mentre è per mera educazione e cortesia che questo argomento viene fatto oggetto del presente dibattito, non posso esimermi dall’invito per il futuro al rispetto delle forme e dei ruoli istituzionali . Nella attuale fase, invece, in cui si va a gestire il futuro, a stabilire chi dovrà coordinare e gestire, riteniamo che questo debba avvenire con il pieno apporto della Categorie interessate al SIC e alle ZPS . La richiesta di consentire l’ingresso negli organismi di gestione del SIC dei Rappresentanti delle categorie interessate, per quanto proveniente con modalità e forme irrituali, è una richiesta legittima e va accolta. Occorre però avere ben presente che l’accoglimento di tale richiesta non significa apportare emendamenti al Piano di gestione approvato da questa Amministrazione il 30 novembre , in quanto quella decisione costituiva una semplice proposta, un semplice progetto di Piano di gestione da sottoporre alla approvazione e, quindi, alla firma del Presidente della Regione Sardegna e del Ministro dell’Ambiente. La autogestita che ne deriverà , ovviamente, verrà organizzata con l’apporto delle Categorie interessate alla ZPS. Circa la richiesta di sospendere i vincoli approvati con la deliberazione consiliare del 30 novembre e/o di revocare il Piano di gestione, ritengo che questa vada senza altro respinta perché sarebbe un suicidio. Questo SIC, questa ZPS, questo Piano di gestione va salvato, sia pure modificato nei termini e nei tempi che la legge ci consente. Combatteremo perchè al territorio , che è un patrimonio di tutti , maggioranza ed opposizione, siano imposti i vincoli meno restrittivi possibili. Riteniamo che l’aver portato i vincoli dal 50% del territorio di cui alla 1° stesura al 37% attuali sia già stato un risultato, speriamo di mantenerlo , speriamo che la Regione non ci richieda il 50%. Speriamo di riuscire ancora a diminuirli. Se questo Comitato spontaneo riteneva di dover operare sollecitazioni nei confronti del Consiglio Comunale avrebbe dovuto muoversi per tempo, stimolando tempestivamente i Consiglieri a farsi portavoce presso il Consiglio delle proprie posizioni attraverso una mozione o una richiesta di emendamento. Ma non può venirsene questo Comitato , tre giorni prima , a chiedere una modifica delle decisioni consiliari con una lettera che non ha alcun peso giuridico e procedurale. Io rispondo al mio Consiglio Comunale e non prendo disposizioni di emendamento dai cittadini . Sarebbe inutile andare a votare se dopo la proclamazione degli eletti si costituissero 50 Comitati , ciascuno con la pretesa di gestire un proprio settore , come la pesca, lo sport, ecc. I Rappresentanti della Comunità sono i Consiglieri comunali e ad essi bisogna aver cura di rivolgersi per ogni esigenza , istanza o rivendicazione , affinché ne investano per il relativo esame il Consiglio comunale . Per concludere, non ha alcuna importanza che sul problema siano state assunte anche delle posizioni politiche: quello che ora conta è che c’è un problema da affrontare e questo Comitato , di cui fanno parte Categorie importanti quali pescatori, cacciatori, ecc., va sentito, benché abbia avanzato richieste e rivendicazioni con modalità e forme irrituali . Sentiamo allora il Presidente del Comitato, dott. Di Matteo, affinché possa esprime, in merito a questa materia , quale è la posizione del Comitato : se cioè si vuole la ZPS così come è con tutti gli eventuali vizi e difetti, o se si vuole che tali zone vengano cassate” .
DI MATTEO : “ Ringrazio questa Amministrazione per la possibilità che ci viene data di esprimere il nostro punto di vista in sede consiliare , benchè siamo consapevoli che la nostra richiesta sia stata avanzata in maniera irrituale e non conforme alle procedure. Il Comitato è nato dalla esigenza di andare ad approfondire cosa stava accadendo in questa materia, in quanto cittadini di Carloforte preoccupati dalla imposizioni di vincoli sul territorio. Come peraltro emerge al documento di cui si è poc’anzi data lettura, il Comitato spontaneo condivide e considera positivamente il fatto che questa Consiglio Comunale abbia approvato un Piano e lo abbia sottoposto alla firma della Regione, in quanto è ormai chiaro che è solo attraverso la elaborazione di un Piano di gestione del SIC che le comunità locali potranno operare in deroga a tutte le normative vincolistiche europee, nazionali e regionali. In questo sta la bontà di avere un Piano di gestione ed è per questo che noi lo vogliamo e lo vogliamo talmente tanto che non solo esprimiamo apprezzamenti per il fatto che questo sia alla approvazione della Regione, ma sentiamo anche la esigenza di approfondire sotto ogni aspetto questa materia. E’ un bene avere un Piano di gestione perché se non esiste un Piano firmato dalla Regione in questa Comunità non si potrà più discutere di nulla . Nello studio che abbiamo fatto abbiamo accertato che le norme derivanti dalla istituzione delle ZPS all’interno del Piano di gestione, sia in termini di limiti geografici che in termini di divieti, assolvono alla funzione di tutela dei beni che proteggono. E’ solo attraverso la posizione di queste norme, che hanno il potere di operare in deroga a quelle più rigide e vincolistiche imposte dall’esterno, che la Comunità locale avrà la possibilità di ritagliarsi su misura il proprio Piano di gestione. Tale Piano , ovviamente, non viene sottoscritto con i pennuti, i quali da un giorno all’altro possono ben decidere di cambiare territorio, sicchè esso deve contenere regole sempre suscettibili di modifica . I margini di manovra nella creazione, attraverso il Piano di gestione, di regole e divieti sia normativi che cartografici sono demandati all’Ente gestore del Piano, che in questo caso è il Comune. Ed allora il nostro obiettivo, ben lungi da qualsiasi intento di delegittimazione delle Istituzioni costituite, è proprio quello di andare a studiare, ad approfondire se ci sono margini , nel pieno rispetto della normativa vigente, per ridurre al massimo la fetta di territorio comunale da sottoporre a vincoli , anche perché ad esito dello studio che abbiamo condotto non abbiamo trovato alcuna norma che descriva esattamente quale percentuale o quanti Kmq per superficie di SIC occorra sottoporre a vincolo” .
SINDACO : “ E’ vero ! “ .
DI MATTEO :” Dunque, proprio perché il legislatore conferisce alle Autonomie locali uno spazio di autonoma determinazione , da esercitare attraverso il Piano di gestione che viene così a configurarsi come lo strumento da utilizzare per prendere meno vincoli, il Comitato spontaneo intende adoperarsi per dare il proprio contributo affinché vengano veramente selezionati solo i vincoli meno pesanti per il territorio . Dunque, lo studio che abbiamo condotto sulla base della legge regionale del 2004 , allegato A , ci ha portato a concludere che le norme che pongono vincoli sono suscettibili di variazioni , anche se poi è intervenuta una delibera regionale del 2007 che pare essere più restrittiva. Scopo del Comitato spontaneo non è assolutamente quello di indicare chi sono i buoni chi i cattivi, o di ergersi ad organo competente a decidere in materia, ma unicamente quello di offrire la propria opera per fare in modo che le limitazioni poste sul territorio siano veramente le più esigue possibili : per questo è stato chiesto di cassare l’emendamento approvato nella seduta del 30 novembre . In conclusione, per il Comitato spontaneo che qui rappresento, il fatto che vi sia alla firma in Regione un Piano di gestione è un fatto positivo , altrimenti non vi sarebbe più possibilità di discutere se non rivolgendosi direttamente a Bruxelles . Ciò detto, tuttavia, il nostro Comitato vuole anche accertarsi che le limitazioni poste sul territorio di Carloforte siano le meno gravose possibili e contribuire affinché questo risultato sia veramente raggiunto “ . SINDACO : “Dunque , confermo quanto già detto in precedenza , e cioè che in sede di redazione del Regolamento del Piano di gestione del territorio , ove dovessimo essere noi ad amministrare il Paese, provvederemo ad includere tra i soggetti chiamati alla gestione delle ZPS anche i Rappresentanti delle Categorie interessate : infatti , a nostro avviso, solo i soggetti che vivono la realtà dei posti soggetti a vincolo possono conoscere compiutamente le realtà che dovranno essere disciplinate . Come potrà senz’altro confermare il Presidente del Comitato spontaneo, che ha in proposito avuto modo anche di consultare i professionisti che hanno redatto il SIC, in origine si parlava di sottoporre a vincolo il 50% del territorio , sicchè l’attuale 37% ci sembra un risultato accettabile . D’altra parte l’emendamento ampliativo approvato in Consiglio Comunale non reca vincoli ulteriori , rispetto a quelli già esistenti, in ordine alla fruibilità de mare e delle Coste. Per questo abbiamo ritenuto che questa potesse essere una pedina sacrificale accettabile , pur di non incorrere nel rischio che la Regione bocciasse il Piano. Noi potremmo cassare questo emendamento e portare di nuovo la estensione della destinazione delle aree a ZPS al 25% : ma poi siamo sicuri, proprio per quanto evidenziato dal dott. Di Matteo in ordine alla assenza di una norma di riferimento, che ciò non ci farebbe incappare in una bocciatura del Piano da parte della Regione ? Per queste ragioni noi abbia ritenuto che tra il 25% ed il 50%, quella del 37% potesse essere una soluzione intermedia accettabile in quanto, senza aggiungere ulteriori rilevanti vincoli al territorio, avrebbe consentito alla nostra proposta di Piano di gestione un passaggio agevole in Regione . Oltretutto confidiamo nel fatto, che forse ai più sfugge, che anche le saline possano essere inserite, come già avvenuto per le zone umide nel PUC, nella area delle zone da considerare ai fini del carico di zone protette: infatti, ove si dovesse arrivare alla definizione del 45 o 50% , noi avremo anche la carta delle saline da gestire. In conclusione, noi accoglieremo, sfrondata dagli errori formali, la richiesta delle Categorie di far parte del Comitato di gestione, ribadiamo la necessità di sacrificare una parte di costa sacrificabile in quanto comunque non fruibile, e confermiamo che eventuali finanziamenti sono destinati a chi va per il mare , a chi farà pesca turismo , a chi farà vigilanza, ecc. “ .
DI MATTEO : “ Ovviamente , quando al Punto 3 della nota del Comitato spontaneo si chiede che eventuali finanziamenti siano fruibili da tutta la popolazione , deve essere chiaro che per popolazione intendiamo le categorie interessate alla ZPS “. Infine, vorrei chiedere, visto che c’è questo intendimento : se riusciamo con il nostro gruppo di lavoro ad elaborare una soluzione che consenta , nel pieno rispetto della normativa vigente, di ridurre la fetta di territorio comunale da sottoporre a vincoli ad una percentuale inferiore all’attuale 37% , portandola per es. al 28% o anche meno, questa Amministrazione è disponibile a recepire il nostro studio e farlo proprio ai fini della sottoposizione alla approvazione regionale ?
SINDACO : “ Ben venga un tale risultato. Ora, credo sia il caso di sentire sull’argomento anche il sig. Durante , Rappresentante della LIPU di Carloforte , il quale ha preso parte , unitamente ai componenti del Comitato spontaneo, alla concertazione che sull’argomento si è tenuta ieri sera con la Regione e la Provincia”.
DURANTE “ : Preliminarmente sento il dovere di ringraziare questa Amministrazione per come ha trattato l’argomento. Non c’è in effetti altro da aggiungere a quanto detto in precedenza dal dott. Di Matteo, che ha trattato l’argomento in maniera esaustiva ” . Le modalità con cui disciplinare le ZPS potrebbero essere le più varie, e non può escludersi che si possa anche arrivare a dei compromessi territoriali, dal momento che anche la nostra Associazione LIPU , che pure è stata promotore in sede Europea di queste norme, ha voluto lasciare dei margini per poter operare . Concludo sottolineando che quanto emerso da questo dibattito Consiglio è valso veramente a fare chiarezza sull’argomento, anche per i cittadini che ci ascoltano “ .
SINDACO :” Credo che bisogna ringraziare i Consiglieri comunali per aver dato a tutti la possibilità di esprimere liberamente il proprio punto di vista. Naturalmente, nessuno è depositario della verità , ma, almeno , è stata data voce a tutti . A questo punto, se ritenete, possiamo porre ai voti ., benché non risultante da rituale ordine del giorno , la richiesta avanzata dai tre Consiglieri di minoranza , di revocare in toto la delibera di approvazione del Piano di gestione approvata nella seduta del 30 novembre “ .
STEFANELLI A :” Mi pare evidente che, se votiamo, la nostra proposta di cassare quella delibera verrebbe respinta. Debbo concludere, allora , che dopo tanto dibattito , ciascuno è rimasto fermo sul proprio punto di vista “.
SINDACO : “ Non mi pare che dalla discussione non siano emersi risultati. In effetti stiamo dando la possibilità al Comitato spontaneo di studiare i margini per la riduzione delle ZPS, ed abbiamo assunto impegno di emendare il Piano di gestione la cui stesura originaria non contempla la presenza dei Rappresentanti delle categorie interessate dalle ZPS . Dunque, stiamo assumendo impegno di integrare, modificare, una decisione già assunta in precedenza dal Consiglio Comunale . Stiamo alla fin dei conti dicendo che chiunque trovi gli strumenti per ridurre i vincoli da 500 a 200 , riceverà udienza dal Consiglio Comunale, il quale si troverà ben disposto a recepire tale studio” .
STEFANELLI : “ Dunque oggi si va a confezionare una delibera che emenda la delibera del 30 novembre?”
SINDACO : “ Non possiamo predisporre oggi una delibera che emenda la precedente, perché ciò non risulta posto all’ordine del giorno. Oggi , se volete, possiamo assumere un impegno , suffragato con apposita votazione, a realizzare in futuro quanto detto , impegno che risulterà dal verbale della presente riunione “ .
STEFANELLI AGOSTINO: “ Questo verbale rimarrà agli atti sotto la forma di una deliberazione consiliare?
SEGRETARIO COMUNALE :” Si può dare atto nel verbale della odierna riunione che questa Amministrazione assume impegno di prendere in esame un eventuale studio posto in essere dal Comitato spontaneo che consenta , nel pieno rispetto della normativa vigente, di ridurre la fetta di territorio comunale da sottoporre a vincoli ad una percentuale inferiore all’attuale 37% “.
SINDACO :” sarà preso in considerazione dal Consiglio comunale qualsiasi proposta, proveniente da Consiglieri di maggioranza o di minoranza o dal Comitato spontaneo , da Tecnici o da chiunque possa comunque produrre documenti a supporto della riduzione dei vincoli. Ovviamente, sarà il Consiglio comunale della prossima legislatura a raccogliere e fare proprio l’impegno che oggi andiamo ad assumere “ .
STEFANELLI AGOSTINO :”Sono d’accordo, ma questo impegno da quale atto risulterà? “.
SEGRETARIO COMUNALE: “ Risulterà dal verbale della presente riunione , cui verrà dato il numero di una delibera consiliare e raccolto nel faldone delle deliberazioni consiliari”.
Il SINDACO invita quindi i Consiglieri presenti a votare in ordine alla assunzione del detto impegno. IL CONSIGLIO COMUNALE
Udito il dibattito Ritenuto dover assumere formale impegno di: a) prendere in esame e far propria ai fini della sottoposizione alla approvazione regionale qualsiasi proposta, proveniente da Consiglieri di maggioranza o di minoranza o dal Comitato spontaneo , da Tecnici o da chiunque possa comunque produrre documenti a supporto della riduzione dei vincoli, che consenta , nel pieno rispetto della normativa vigente, di ridurre la fetta di territorio comunale da sottoporre a vincoli ad una percentuale inferiore all’attuale 37%; b) emendare il Piano di gestione nel senso di prevedere la presenza negli Organismi di gestione del SIC dei Rappresentanti delle Categorie interessate dalle ZPS;
Con voti 15, espressi nei modi e forme di legge , su 15 Consiglieri presenti e votanti,
D E L I B E R A
Assumere formale impegno di : a) Prendere in esame e far propria ai fini della sottoposizione alla approvazione regionale qualsiasi proposta, proveniente da Consiglieri di maggioranza o di minoranza o dal Comitato spontaneo , da Tecnici o da chiunque possa comunque produrre documenti a supporto della riduzione dei vincoli, che consenta , nel pieno rispetto della normativa vigente, di ridurre la fetta di territorio comunale da sottoporre a vincoli ad una percentuale inferiore all’attuale 37% ; b) Emendare il Piano di gestione nel senso di prevedere la presenza negli Organismi di gestione del SIC dei Rappresentanti delle Categorie interessate dalle ZPS .
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